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Un viaggio alla scoperta dell’Alzheimer

In “Quando andiamo a casa?” Michele Farina parte dalla propria esperienza e va a caccia di storie con cui raccontare la complessità della più diffusa forma di demenza e portare a galla gli aspetti irrisolti

Un viaggio alla scoperta dell’Alzheimer

Finché non ti entra in casa, fai fatica a capire di cosa si tratti. Ne hai sentito parlare, ma l'Alzheimer (1,2 milioni di malati in Italia) non sai che sembianze ha. La luce andrà via subito o gradualmente? Chi ne soffre assomiglia di più a un bambino o a un adulto iracondo? Ci sono delle strategie difensive da mettere in atto per evitare di essere colpiti dalla più diffusa forma di demenza senile? Nulla più dell’esperienza diretta rende consapevoli di una malattia di cui si parla ancora poco, nonostante lo stigma diffuso fino a vent’anni fa sia ormai alle spalle. Così, due lustri dopo averci convissuto, Michele Farina (giornalista de “Il Corriere della Sera”) ha deciso di compiere un viaggio dentro una malattia complessa, che oltre agli aspetti medici porta con sé (quasi più delicati) risvolti sociali. In "Quando andiamo a casa?" il cronista parte dall’esperienza personale - come fatto anche da Jorn Klare in "Il giorno in cui mia madre non riuscì più a trovare la cucina" - e va a scavare nelle esperienze di chi, come lui, un giorno ha visto l’Alzheimer fare capolino nella propria famiglia. Senza che ne sia ancora uscito completamente.

Il convitato di pietra del saggio è la mamma dell’autore (deceduta dieci anni fa), ammalatasi a 64 anni, nella terra di mezzo tra le forma giovanili della malattia (corrispondono a un 5-10 per cento dei casi totali) e quelle “tipiche”, diagnosticate quasi sempre negli over 65. Il viaggio parte dall’album dei ricordi. Prima il timore di vedere il proprio genitore perdere la memoria tutta d’un colpo, poi la presa di coscienza che «l’arrestarsi di un cervello affetto da demenza fa pensare allo spegnimento dell’altoforno di Piombino: ci vuole del tempo». Le tappe successive sono scandite dalla ricerca, compunta ma decisa, della malattia negli occhi degli sconosciuti. C’è Annamaria, convinta di trovarsi nella casa di cura per inaugurare un negozio. C’è Emilio, che dopo 43 anni di matrimonio chiede ancora alla moglie: «Quando ci sposiamo?».

C’è chi dispone di un vocabolario ormai scarnificato e chi ha ancora una voglia incomprensibile (vista la malattia) di raccontarsi. Sembrano i tratti distintivi di condizioni diverse, ma così non è. Mescolando esperienze documentate personalmente a informazioni tratte dalla letteratura scientifica, Farina scatta un’istantanea ricca di dettagli dell’Alzheimer e porta a galla i problemi ancora da affrontare: dalla carenza informativa ai ritardi italiani nell’assistenza. Una raccolta di storie da leggere, partendo dalla domanda che campeggia in copertina e prendendo atto che il ritorno a casa avviene soltanto anni dopo essersi stretti la mano con l’Alzheimer. 

Michele Farina

QUANDO ANDIAMO A CASA?

Bur, 408 pagine, 13 euro

 

Fabio Di Todaro
 



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