«La verità, vi prego, sull’amore» implora in una celebre poesia W.H. Auden, e gli scienziati della Aalto University in Finlandia hanno cercato di rispondere indicando ben sei tipi d’amore e dove, in verità, si colloca ciascuno nelle diverse aree del cervello. Guidati da Linda Henriksson, i ricercatori hanno indagato se l’amore cambia a seconda dell’oggetto cui è rivolto perché sulla realtà neurobiologica del sentimento ben poco si sapeva e hanno pubblicato lo studio su Cerebral Cortex.
Cinquantacinque persone – di cui 29 donne e 26 uomini – di età 28-53 anni, legate sentimentalmente in modo stabile all’incirca da 12 anni, sono state sottoposte a risonanza magnetica funzionale (fRmi), cioè a quella tecnica di imaging che evidenzia le zone cerebrali quando diventano attive.
DAI FIGLI AL GATTO ALLA NATURA
I sei tipi di amore investigati sono diretti a: il partner sentimentale, i figli, gli amici, gli estranei intesi un po’ come “il prossimo”, gli animali domestici, la natura. Già in indagini precedenti almeno l’amore romantico e quello genitoriale apparivano legati alle reti cerebrali dell’attaccamento e “della ricompensa” e così sono apparsi anche in questa indagine, richiamando sistemi condivisi con gli altri mammiferi. Ma a Helsinki lo studio è andato nello specifico valutando ciò che accadeva nelle varie aree cerebrali, striato e talamo, corteccia, insula, tronco encefalico.
LA SUGGESTIONE DI UNA BREVE STORIA
Per suscitare il sentimento da investigare ai volontari sotto scanner veniva fatta ascoltare una breve storia suggestiva. Per i figli un raccontino tipo: «Il tuo bambino corre da te gioioso su un prato inondato di sole. Sorridete tutt’e due e i raggi del sole scintillano sui vostri volti. Provi amore per tuo figlio». Nel caso del partner stabile e amato: «Siete tutti e due nella lavanderia di casa. State caricando la lavatrice col bucato e all’improvviso ti ricordi che persona deliziosa è il tuo compagno. E provi amore per lui». (Nonostante lo scarso romanticismo dell’ambientazione, pare che questa suggestione abbia funzionato per i più).
LA PROVA D’AMICIZIA? UN TRASLOCO
Più complicato ravvivare l’affezione calda con un amico: «Immagina di dover traslocare e di telefonare a un amico per chiedere se ti aiuta. Lui risponde di sì e mentre siete sul furgone alle prese, insieme, con scatoloni di cartone di colpo provi un sentimento vivo per chi ti sta aiutando».
Ci sono poi gli estranei, diciamo “il prossimo”. La storiella suggerisce la figura di una donna anziana carica di borse per la spesa, l’offrirsi di caricarsi di una sacca fin sull’uscio di casa della vecchia, i suoi ringraziamenti, il proprio sentimento di calore affettivo.
L'AMORE VERSO LE PERSONE ATTIVA AREE DIVERSE
Ma a questo proposito, gli indicatori neurali colti dagli studiosi finlandesi fanno staccare il caso dell’estraneo dal vero settore dell’amore, apparendo nella configurazione cerebrale più accostabile a compassione e altruismo.
Come amore – e come presumibilmente si immaginava – il più profondo appare quello per i figli: al solo pensarli si “illuminano” nello scanner il talamo e lo striato del circuito della ricompensa, cosa che non avviene per altri tipi di amore. E l’intensità è la più alta fra tutti i test.
Il test sull'amore per gli animali domestici ha mostrato risultati decisamente superiori nei volontari che possedevano un cane o un gatto, rispetto a chi non ne aveva. In questi ultimi la suggestione di un micio che ti raggiunge morbidamente con un salto sul divano non suscita un reale “riscaldamento” neuronale.
Un punteggio si può dire nettamente minore risulta come indice di passione in risposta alla descrizione di un magnifico paesaggio. Ma anche qui è forse la categoria d’amore a risultare inappropriata: meglio parlare solo di un sentimento per la natura.
In generale gli autori hanno rilevato che le forme d'amore verso altre persone attivano le aree cerebrali coinvolte nella cognizione sociale, localizzate nella giunzione temporo-parietale e nelle strutture della linea mediana, in misura significativamente maggiore rispetto all’amore per gli animali domestici o per la natura.
INSIEME BIOLOGIA E CULTURA
Concludono gli studiosi della Aalto University: «Riteniamo che l’esperienza d’amore sia plasmata da fattori sia biologici sia culturali, poggiando su basilari meccanismi neurobiologici di attaccamento». Così come ritengono che l’attività neuronale si configuri in modo differente a seconda dell’oggetto di amore.


