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Coluccia Michele

Progetti

Bloccare la proteina monoamino ossidasi B per trattare il glioblastoma

Anno2026
  • DoveSapienza Università di Roma
  • Durata12 mesi
  • Area di ricercaNon definito

Il glioblastoma è la forma di tumore maligno al cervello più comune e aggressiva. È caratterizzato da una prognosi sfavorevole, con una sopravvivenza media a 5 anni dalla diagnosi, di appena il 7% e un elevato tasso di recidiva. Le scelte terapeutiche spesso non permettono di migliorare l’aspettativa di vita e sono limitate alla rimozione chirurgica, seguita da radioterapia e somministrazione di temozolomide (TMZ), un farmaco con numerosi effetti avversi. L’efficacia del temozolomide è limitata da meccanismi di resistenza, primo fra tutti la presenza della barriera ematoencefalica, che per natura protegge il cervello e limita l’accesso di sostanze esterne. Alcune proteine sono coinvolte nello sviluppo del glioblastoma. Tra queste, la monoamino ossidasi B (hMAO-B) produce sostanze che danneggia le cellule sane e degrada alcune molecole con effetti antitumorali. Nel glioblastoma l’attività e la concentrazione di hMAO-B aumentano; l’obiettivo del progetto è bloccare questa proteina e sviluppare nuovi farmaci, da impiegare in combinazione con TMZ, capaci di oltrepassare la barriera ematoencefalica. Ciò migliorerebbe il trattamento e consentirebbe di ridurre la dose di TMZ, proteggere le cellule sane e limitare la crescita tumorale.