Il ruolo del microambiente osseo nelle metastasi di tumore prostatico
- DoveUniversità degli Studi di Parma
- Durata12 mesi
- Area di ricercaNon definito
Il cancro della prostata è il tumore maligno più diffuso nella popolazione maschile. Allo stadio metastatico questo tumore risulta difficilmente trattabile, poiché è resistente alle terapie attualmente in uso. Nella maggior parte dei casi le metastasi di cancro prostatico insorgono nell’osso, in cui provocano caratteristiche lesioni che compromettono la qualità della vita del paziente. In particolare, le cellule tumorali si localizzano e proliferano nel midollo osseo, dove interagiscono con le altre tipologie di cellule, creando un microambiente favorevole al tumorale.
Obiettivo della ricerca sarà studiare le interazioni tra le cellule di cancro prostatico metastatico e le cellule residenti nel midollo osseo che supportano la sopravvivenza delle cellule malate e ne favoriscono un comportamento aggressivo. La definizione dei meccanismi metabolici e genetici coinvolti potrebbe aiutare nell’identificazione di nuovi bersagli terapeutici. Bloccare questi meccanismi permetterebbe di sopprimere l’attività pro-tumorale del microambiente, ostacolando lo sviluppo della metastasi e migliorando la qualità della vita e la sopravvivenza dei pazienti.
Dove si svilupperà la ricerca:
Università degli Studi di Parma
Colpire il trasporto di membrana per vincere il cancro prostatico
- DoveUniversità degli Studi di Parma
- Durata12 mesi
- Area di ricercaNon definito
Il cancro della prostata è il tumore maligno più diffuso nella popolazione maschile e la sua crescita è stimolata dagli ormoni sessuali maschili, detti androgeni. Il principale problema clinico è che il cancro sviluppa resistenza alle terapie di deprivazione ormonale, che mirano proprio a ridurre i livelli di ormoni maschili, con conseguente crescita e sviluppo di metastasi. Per resistere alle terapie, le cellule tumorali hanno bisogno di alcuni nutrienti che vengono trasportati al loro interno con meccanismi ancora sconosciuti.
Il progetto vuole identificare quali siano i trasportatori coinvolti nel processo. Verranno coltivate in laboratorio cellule resistenti alla terapia ormonale in condizioni simili a quelle presenti nei tessuti. Usando un approccio innovativo che sfrutta la tecnologia CRISPR-Cas9, che “spegne” uno alla volta i geni responsabili della creazione dei trasportatori, si valuterà se la soppressione di questi elementi, per via genetica o farmacologica, inibisca la crescita e il comportamento invasivo delle cellule di carcinoma prostatico e ne aumenti la sensibilità alla deprivazione di androgeni.
In questo modo il progetto porrà le basi per approcci terapeutici innovativi che combinino inibizione del trasporto e deprivazione ormonale.
