Dona ora

Pizzocri Marco

Marco Pizzocri

Progetti

Nanoparticelle nella cura del glioblastoma

Anno2022
  • DoveIstituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI)
  • Durata12 mesi
  • Area di ricercaNon definito

Dove svilupperà il progetto

Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI)

Nanoparticelle per migliorare l’efficacia dell’immunoterapia contro glioblastoma

Anno2023
  • DoveIstituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI)
  • Durata12 mesi
  • Area di ricercaNon definito

Tra i tumori che colpiscono il sistema nervoso centrale, il glioblastoma (GBM) rappresenta la forma più comune e aggressiva. La prognosi è mediamente sfavorevole e negli ultimi quindici anni non si sono registrati significativi miglioramenti nella prognosi dei pazienti – malgrado siano state sviluppate strategie delle terapeutiche innovative. Un esempio è l’immunoterapia (un insieme di tecniche volte a stimolare il sistema immunitario contro il tumore), che ha avuto un grande impatto per molti tumori, ma che non ha ottenuto i risultati sperati nel GBM. Studi recenti hanno dimostrato che le nanoparticelle contenenti il chemioterapico doxorubicina (DOXO) sono in grado di agire contro il GBM; inoltre, le cellule di GBM morte a causa della DOXO inducono una attivazione del sistema immunitario – il che potrebbe a sua volta migliorare l’efficacia dell’immunoterapia.

Obiettivo del progetto sarà valutare se la somministrazione di nanoparticelle che contengono DOXO, in associazione a immunoterapia standard, possa indurre una migliore risposta immunitaria contro il GBM e ottenere una risposta terapeutica efficace.

Dove svilupperà il progetto:

Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI)

Nanoparticelle per il trasporto di farmaci contro il glioblastoma

Anno2024
  • DoveIstituto Clinico Humanitas, Rozzano (Milano)
  • Durata12 mesi
  • Area di ricercaNon definito

Obiettivo: identificare nuovi bersagli molecolari e metodi di trasporto dei farmaci per migliorare le terapie dei pazienti affetti da glioblastoma.

Il glioblastoma è il più comune e aggressivo tumore primario cerebrale, e anche nei pazienti pediatrici la prognosi è spesso infausta. La capacità “infiltrante” del tumore spesso non consente la completa rimozione chirurgica della massa, ed è quindi necessario individuare trattamenti in grado di raggiungere ed eliminare le cellule cancerose rimanenti. Il farmaco trametinib è già in uso per i casi di melanoma non operabili ed è un candidato anche per il trattamento del glioblastoma. Dati preliminari, tuttavia, suggeriscono che non tutte le cellule di glioblastoma rispondono positivamente ai trattamenti.

Obiettivo della ricerca sarà verificare l’efficacia del trametinib e individuare ulteriori target farmacologici, analizzando le cellule tumorali resistenti al trattamento farmacologico e alla radioterapia. A questo scopo verranno utilizzati campioni provenienti da pazienti e modelli preclinici, per effettuare analisi in vitro. Verranno inoltre studiati sistemi basati su nanoparticelle per migliorare la “veicolazione” dei farmaci al tumore e permettere il superamento della barriera ematoencefalica – una struttura che protegge il cervello da potenziali sostanze nocive, ma può anche bloccare il passaggio dei farmaci.

Dove si svilupperà la ricerca:

Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (Milano)

Cura del glioblastoma con un dispositivo di rilascio locale di farmaci

Anno2026
  • DoveIRCCS Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (Mi)
  • Durata24 mesi
  • Area di ricercaNon definito

Nella maggior parte dei casi, i tumori di alto grado al cervello sono incurabili. Questa prognosi sfavorevole è legata a diverse cause: prima tra tutte, la presenza di barriere fisiologiche che limitano l’accesso dei farmaci al cervello (tra cui la barriera emato-encefalica, che protegge il tessuto cerebrale da elementi nocivi presenti nel sangue); inoltre, le cellule tumorali non sono tutte uguali e presentano un’elevata eterogeneità; per finire, il microambiente tumorale è in grado di sopprimere la risposta immunitaria contro il tumore.

Per superare tali limiti biologici, questo studio vuole sperimentare un sistema di rilascio dei farmaci locale direttamente nel cervello, da impiantare durante l’intervento di rimozione chirurgica della massa tumorale. Inoltre, verranno testati diversi protocolli di radioterapia per massimizzare l’efficacia terapeutica.

Per verificare il buon esito dei trattamenti, la crescita tumorale verrà monitorata durante tutto il tempo della sperimentazione e, inoltre, saranno valutati eventuali effetti collaterali tossici. Il buon esito di questo progetto potrebbe fornire alla clinica un nuovo strumento terapeutico per la cura dei tumori cerebrali.