La risposta alla sofferenza può trasformarsi in un gesto di speranza. È questa la scelta compiuta da Rita Caon, scomparsa il 21 gennaio all’età di 84 anni a causa di un tumore dell’utero, che ha voluto destinare un lascito solidale alla ricerca scientifica sui tumori.
A raccontare la sua storia è Manfredo Dorella, esecutore testamentario e cugino acquisito di Rita. Abitavano l’uno di fronte all’altra, a Castelfranco Veneto, e tra loro c’era un legame familiare profondo, fatto di affetto, presenza e condivisione quotidiana. Rita non era sposata e non aveva figli, ma non era sola: la famiglia le è rimasta accanto durante tutto il percorso di malattia, iniziato nel 2020.
Dopo la diagnosi, Rita ha affrontato le terapie con determinazione, trascorrendo lunghi periodi in ospedale e altri a casa, in condizioni relativamente tranquille. È stata seguita con grande professionalità e umanità dall’équipe sanitaria dell’ospedale della sua città, e circondata dall’amore dei suoi cari.
Proprio durante quei mesi difficili è maturata una decisione importante. Parlando con Manfredo, Rita ha espresso il desiderio di fare qualcosa che potesse andare oltre la sua esperienza personale: contribuire alla ricerca, affinché altre persone potessero avere maggiori possibilità di cura in futuro. «Insieme abbiamo redatto il documento – racconta Manfredo – e abbiamo scelto Fondazione Umberto Veronesi ricordando bene la figura di Umberto Veronesi, persona degnissima di fiducia e di stima».
Una scelta nata da una convinzione profonda. «Perché la ricerca? Perché serve a migliorare la vita e a debellare malattie che causano sofferenza. E la risposta alla sofferenza per noi è fare qualcosa di utile a tutti, anche a chi verrà dopo».
Il lascito di Rita è un gesto concreto che guarda al futuro: un atto di generosità che trasforma il dolore in opportunità, e che contribuisce a sostenere quel percorso di conoscenza e innovazione scientifica indispensabile per rendere i tumori sempre più curabili. Un modo silenzioso ma potentissimo di continuare a prendersi cura degli altri.

