Un'alimentazione a base prevalentemente vegetale rappresenta uno strumento importante per mantenersi sani, anche dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore, ma ad oggi non ci sono studi che mostrino con certezza che seguire un'alimentazione vegetariana o vegana durante le terapie antitumorali sia la scelta migliore. In realtà, eliminare del tutto alcuni alimenti può addirittura rivelarsi controproducente e dannoso per la salute.
- Seguire un’alimentazione sana e bilanciata non sostituisce le terapie mediche, ma è essenziale per affrontare al meglio le terapie antitumorali.
- Trattamenti come chemio- o radioterapia possono modificare in modo significativo il rapporto con il cibo rendendo così difficile seguire una dieta equilibrata.
- Senza dubbio, i dati mostrano che seguire una dieta basata soprattutto su prodotti vegetali (plant-based) aiuta a mantenersi in salute, non solo dal punto di vista della prevenzione dei tumori e di altre malattie non trasmissibili, ma anche quando si tratta di confrontarsi con gli effetti collaterali delle terapie.
- In base ai dati disponibili, non è possibile raccomandare ai pazienti oncologici il passaggio a diete vegetariane o vegane anche perché, senza la supervisione di un nutrizionista esperto, questi regimi potrebbero causare carenze di alcuni nutrienti essenziali come proteine, vitamina B12, ecc.
- Una dieta vegana o vegetariana non è per definizione “sana”. Questi regimi alimentari sono sicuramente riconosciuti come sicuri, ma devono essere correttamente impostati e non improvvisati, in modo particolare durante le terapie oncologiche.
Il ruolo centrale dell’alimentazione dopo la diagnosi
Il cibo che portiamo in tavola quotidianamente rappresenta un aiuto importante al successo del percorso di cura per chi riceve una diagnosi di tumore: aiuta a sentirsi meglio, permette di raggiungere livelli di energia adeguati ad affrontare le terapie, contribuisce a mantenere la massa muscolare e un sistema immunitario forte, condizione importante per affrontare possibili infezioni. Inoltre, ma non certo meno importante, sapere cosa e quando mangiare permette di ridurre il peso di alcuni degli effetti che i trattamenti antitumorali possono avere sul rapporto con il cibo.
Non esiste una soluzione che possa andare bene per tutto il corso della terapia e per tutte le persone che la devono affrontare, ma con alcuni consigli pratici è possibile gestire i sintomi in base alle proprie esigenze.
| Sintomo | Cosa fare |
| Perdita di appetito e di peso | Optare per 5-6 spuntini nutrienti invece di 3 grandi pasti; è possibile utilizzare alimenti fortificati per mantenere il giusto rapporto di proteine e micronutrienti, ma solo dopo aver consultato il proprio medico. |
| Alterazioni di gusto e olfatto | Erbe, spezie possono aiutare a dare sapore a cibi che sembrano insipidi e privi di gusto. |
| Nausea e vomito | Evitare di stare a stomaco vuoto (può aumentare il senso di nausea); iniziare mangiando i cibi che più piacciono e che si riescono a digerire e concentrarsi anche sulla varietà in un secondo momento; cibi e bevande con zenzero e menta piperita possono aiutare a combattere la nausea; evitare cibi troppo grassi e cibi piccanti. |
| Problemi alla bocca (mucositi, piaghe, ecc) | Preferire cibi di consistenza morbida (yogurt, pane senza crosta, frutta cotta o frullata, vellutate di verdura, ecc). Da evitare invece cibi secchi, alimenti e bevande eccessivamente caldi, cibi piccanti, acidi e dal sapore pungente. |
| Problemi intestinali (diarrea, stipsi) | In caso di diarrea bere a sufficienza (almeno 8-10 bicchieri d'acqua al giorno) per mantenere un corretto livello di idratazione nonostante la perdita di liquidi; evitare pasti troppo abbondanti e ricchi di grassi. In caso di stipsi scegliere cibi ricchi di fibre (se compatibili con le proprie condizioni mediche e con le terapie), mantenersi ben idratati e fisicamente attivi. |
| Aumento di peso | Consumare pasti più piccoli distribuiti nell'arco della giornata; fare attenzione alle porzioni; mangiare senza distrazioni e lentamente; scegliere metodi di cottura più sani (cottura al forno, al vapore, ecc) invece della frittura o di cotture con troppi condimenti grassi. Mantenersi fisicamente attivi per quanto possibile. |
Vegetale è (sempre) meglio?
L’alimentazione a base vegetale, spesso indicata con le espressioni inglesi “plant-based” o “plant-forward” è senza dubbio un cardine della prevenzione di molte malattie non trasmissibili, tra le quali anche il cancro. Anche dopo una diagnosi di tumore gli esperti raccomandano di continuare a mantenere un regime alimentare prevalentemente “verde” e di limitare l’assunzione di prodotti di origine animale (in particolare carni rosse e processate), grassi saturi e cibi pronti e iperprocessati. Viene fornito questo consiglio sebbene non ci siano dati che mostrino con certezza che una dieta vegana o vegetariana sia migliore nel garantire la sopravvivenza o nel prevenire le recidive dopo una diagnosi oncologica, rispetto a una dieta onnivora bilanciata.
Non serve quindi diventare vegani o vegetariani dopo la diagnosi, soprattutto se questa scelta risulta difficile da accettare e da portare avanti: meglio puntare sulla qualità complessiva della dieta, senza concentrarsi troppo sul singolo alimento.
Quando si segue un regime che elimina, in parte o del tutto, i prodotti di origine animale è bene prestare attenzione a due aspetti che spesso si sottovalutano:
- Vegano o vegetariano non sono sinonimi di “sano”. Diete prive di prodotti animali ma basate soprattutto su cibi pronti o particolarmente ricchi in grassi e calorie, possono rivelarsi molto dannose per la salute
- Eliminare in parte o del tutto alcuni alimenti dalla dieta aumenta il rischio di incorrere in alcune carenze nutrizionali.
Ecco tre delle carenze più comuni e quali elementi consumare per cercare di evitarle secondo gli esperti del World Cancer Research Fund.
| Nutriente | Perché è importante | Dove si trova |
| Proteine | Aiuta la crescita e la riparazione dei tessuti | Legumi (come soia, fagioli, piselli e lenticchie), frutta secca, semi, tofu, seitan e tempeh. |
| Vitamina B12 | Contribuisce alla produzione dei globuli rossi e al corretto funzionamento del sistema nervoso | È presente principalmente negli alimenti di origine animale e di conseguenza chi segue un regime alimentare vegano è più a rischio di esserne carente. Viene aggiunta ad alcuni prodotti alternativi al latte, ai cereali da colazione arricchiti, ma è possibile assumerla con integratori specifici (da utilizzare dietro indicazione del medico o del nutrizionista). |
| Ferro | Coinvolto nel trasporto dell’ossigeno nel sangue. Esistono due tipi di ferro nella dieta: il ferro eme, presente in alimenti di origine animale e subito assorbito dall’organismo, e il ferro non eme, presente negli alimenti di origine vegetale e che non viene assorbito altrettanto bene. | Legumi, frutta secca, fagioli, noci e semi, verdure a foglia verde scuro, cereali da colazione arricchiti, soia. Aggiungere vitamina C (per esempio un bicchiere di succo d’arancia) durante il pasto può aiutare l'organismo ad assimilare meglio il ferro di origine vegetale. |
A tavola durante le terapie: i consigli degli esperti
Le indicazioni generali per la sana alimentazione dopo la diagnosi sono molto simili a quelle che si associano alla prevenzione primaria dei tumori:
- Seguire una dieta varia: variare spesso il tipo di frutta e verdura (e di altri cibi) che si porta in tavola permette di assumere tutti i diversi fitonutrienti contenuti in questi alimenti.
- Puntare sull’integrale: meglio scegliere alimenti integrali, compatibilmente con la condizione personale, perché più ricchi di fibre e nutrienti rispetto a quelli raffinati (come pane e pasta “bianchi”).
- Scegliere le giuste fonti proteiche: è opportuno limitare in modo significativo il consumo di carne rossa e lavorata, optando invece per legumi, pesce e carni bianche.
- Bere a sufficienza: assumere liquidi è fondamentale per rimanere idratati, ma bisognerebbe evitare alcol e bevande zuccherate
- Fare attenzione agli integratori: prima di assumere qualsiasi integratore è fondamentale consultare il proprio oncologo dal momento che alcune sostanze potrebbero interferire con l’efficacia dei trattamenti.
Come già sottolineato in precedenza, quando si deve impostare un regime alimentare dopo una diagnosi oncologica la personalizzazione è assolutamente necessaria e deve tenere conto di numerosi fattori, come lo stato di salute generale, il tipo di tumore e di terapia in corso (o prevista) e, naturalmente, le preferenze e i gusti di ciascuno. Per questa ragione è fondamentale definire il proprio regime alimentare assieme al medico e al nutrizionista.
NOTA BENE: Le informazioni contenute in questa pagina non sostituiscono il parere e le spiegazioni del tuo medico.
