Dona ora

Quanto è sicuro bere l’acqua in bottiglie di plastica?

Bere l'acqua in bottiglia è sicuro?

Comode da tenere nello zaino e da portare in giro, le bottiglie di plastica possono rilasciare nell’acqua microplastiche e altre sostanze potenzialmente dannose per la salute, anche se al momento non ci sono studi che dimostrino un legame diretto tra consumo di acqua in bottiglie di plastica e cancro.


  • Chi consuma acqua in bottiglie di plastica ingerisce in un anno fino a 90.000 particelle plastiche in più rispetto a chi beve acqua del rubinetto.
  • Queste particelle, in particolare le più piccole (nanoplastiche) possono arrivare fino all’interno delle cellule con potenziali effetti negativi per la salute.
  • Oltre che da particelle plastiche, l’acqua può essere contaminata anche da specifiche sostanze chimiche e metalli. Tali contaminazioni possono subentrare in diversi momenti del processo di produzione di acqua in bottiglia.
  • Ad oggi non ci sono prove certe nell’uomo di un legame tra consumo di acqua in bottiglie di plastica e aumento del rischio oncologico, ma la prudenza resta importante.
  • A livello regolatorio esistono norme sull’uso della plastica per uso alimentare e sulle soglie di contaminanti tollerate, ma servono ulteriori sforzi per uniformare tali disposizioni e per migliorare la sicurezza dei consumatori.

I dubbi sulla sicurezza: cosa dicono gli studi

Anche se invisibili a occhio nudo, numerose sostanze possono compromettere la purezza (e di conseguenza anche la sicurezza) dell’acqua che beviamo. Queste contaminazioni possono avvenire lungo tutto il percorso che porta dalla sorgente fino al consumatore finale: raccolta iniziale, processi industriali di purificazione e imbottigliamento e condizioni di trasporto e conservazione sono tutti fattori che possono incidere sulla qualità finale dell’acqua che beviamo.

Per quanto riguarda in particolare l’acqua in bottiglie di plastica, una delle sostanze che più solleva dubbi sulla sicurezza è il bisfenolo A (BPA), un cosiddetto “interferente endocrino”, ovvero una sostanza che può causare alterazioni a livello ormonale. In realtà, come scrivono gli esperti del Cancer Research UK, le dosi di BPA che possono entrare nei cibi e nelle bevande dai contenitori di plastica sono troppo basse per causare danni significativi alla salute e i dati oggi disponibili derivano spesso da studi su modelli cellulari o animali, nei quali i livelli di esposizione alla sostanza tossica sono notevolmente più elevati rispetto alla realtà quotidiana. 

Inoltre, non bisogna dimenticare che le autorità per la sicurezza alimentare dei vari paesi hanno stabilito regole e soglie massime per BPA e altre sostanze potenzialmente tossiche e tengono sotto controllo tali livelli.

Micro e nanoplastiche nell’acqua in bottiglia

Dati di un recente studio mostrano che un litro d’acqua in bottiglia di plastica può contenere fino a 240.000 frammenti di plastica, un numero fino a 10 volte più alto rispetto a quanto si pensava in passato. Lo stesso studio sottolinea che nel 90% dei casi questi frammenti sono talmente piccoli da essere classificati come nanoplastiche (<1 micrometro), particelle mille volte più piccole di un millimetro. Proprio le dimensioni estremamente ridotte, rendono le nanoplastiche pericolose dal momento che, una volta ingerite, possono superare la barriera dello stomaco e altre barriere fisiologiche (come la barriera emato-encefalica) e penetrare nei tessuti e persino nelle cellule. Qui possono accumularsi e causare infiammazione cronica e probabilmente anche danni al DNA, due condizioni che nel lungo periodo potrebbero anche dare origine a tumori.

Inoltre, un recente studio italiano pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health ha messo in luce un'associazione tra il consumo di acqua in bottiglia e un incremento del rischio di alcuni problemi di salute come ipertensione, diabete, ulcere gastriche/duodenali e calcoli renali ipotizzando un ruolo per le micro e nanoplastiche. Si tratta comunque di un'associazione e non di un legame causa-effetto, ma è pur sempre un campanello di allarme da non sottovalutare sebbene i fattori alla base di questa associazione potrebbero essere non necessariamente legati alle particelle rilasciate dalla bottiglia in plastica.

Studiare le micro e le nanoplastiche non è affatto semplice. Gli strumenti di misurazione più moderni sono però in grado di identificare la presenza anche di particelle molto piccole e di distinguerne forma e dimensioni. Dagli studi emerge che tipologia, numero e dimensione delle plastiche rilasciate nell’acqua cambiano notevolmente a seconda del materiale di partenza di cui è costituita la bottiglia e degli stress ai quali il contenitore è sottoposto. Magari non ci si pensa, ma lasciare una bottiglietta d’acqua sotto il sole per ore oppure aprire e chiudere il tappo molte volte può aumentare notevolmente il numero di particelle che poi vengono ingerite attraverso l’acqua che beviamo.

Ecco alcuni esempi di fattori di stress e le loro conseguenze:

StressEffetto sulla bottigliaRischio (potenziale)
Calore/soleDegradazione plasticaRilascio sostanze chimiche
Apertura/chiusura tappoAttrito meccanicoRilascio microplastiche da collo/tappo
SchiacciamentoRotture/danni interniRilascio particelle in sospensione
CongelamentoEspansionePotrebbe indebolire la struttura plastica

Bere acqua in maggiore sicurezza

Quando si utilizzano bottiglie in plastica è praticamente impossibile evitare del tutto l’esposizione a micro- e nanoplastiche, ma con alcuni accorgimenti la si può ridurre in misura significativa:

  • Scegliere bottiglie in vetro o borracce in acciaio. Passare a questi materiali permette di limitare drasticamente l’esposizione quotidiana alle microplastiche.
  • Bere acqua del rubinetto filtrata. Rispetto all’acqua conservata in bottiglie di plastica, quella del rubinetto contiene molte meno micro- e nanoplastiche e alcuni filtri sono inoltre in grado di eliminare microplastiche e sostanze chimiche potenzialmente nocive.
  • Evitare di sottoporre le bottiglie a temperature troppo alte. Il calore eccessivo (per esempio, quello assorbito da una bottiglietta lasciata al sole per molto tempo) amplifica il rilascio di particelle plastiche e sostanze chimiche potenzialmente dannose per la salute.
  • Attenzione allo stress meccanico. Ad ogni apertura e chiusura della bottiglia di plastica o ad ogni suo schiacciamento aumenta il rischio di rilascio di particelle plastiche.

fonti

Does using plastic bottles and containers cause cancer? (2024) 

Cancer Council Australia. It’s safe to drink water out of plastic bottles without a risk of cancer. (2023) 

UCLA Health. The truth about nanoplastic in bottled water. (2024) 

Ungureanu EL, et al. Occurrence of Potentially Toxic Elements in Bottled Drinking Water-Carcinogenic and Non-Carcinogenic Risks Assessment in Adults via Ingestion. Foods. 2022 May 12;11(10):1407. doi: 10.3390/foods11101407.

Qian N, et al. Rapid single-particle chemical imaging of nanoplastics by SRS microscopy. Proc Natl Acad Sci U S A. 2024 Jan 16;121(3):e2300582121. doi: 10.1073/pnas.2300582121.

Sajedi S, et al. Unveiling the hidden chronic health risks of nano- and microplastics in single-use plastic water bottles: A review. J Hazard Mater. 2025 Sep 5;495:138948. doi: 10.1016/j.jhazmat.2025.138948.

Dolcini J, et al. Consumption of Bottled Water and Chronic Diseases: A Nationwide Cross-Sectional Study. Int J Environ Res Public Health. 2024 Aug 15;21(8):1074. doi: 10.3390/ijerph21081074.

Fai una donazione regolare

Dona ora per la ricerca sui tumori

Frequenza di donazione
Importo della donazione