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Scegliere alimenti biologici riduce il rischio di tumore?

Alimenti biologici e rischio di tumore

Il dibattito sugli alimenti biologici e i loro eventuali benefici per la salute è sempre molto acceso e per quanto riguarda il ruolo di una alimentazione bio nel ridurre il rischio oncologico i dati sono contrastanti e non permettono di giungere a conclusioni certe. 


  • Consumare alimenti biologici permette di ridurre, ma non di eliminare del tutto, l’esposizione a residui di pesticidi normalmente utilizzati nell’agricoltura “tradizionale” e banditi nell’agricoltura bio.
  • Alcuni studi mostrano una riduzione del rischio di tumori come linfomi e tumore al seno nelle donne in post-menopausa nelle persone che consumano più alimenti biologici, ma dati più recenti di revisione della letteratura e meta-analisi non sono riusciti a confermare un legame concreto tra cibo biologico e cancro.
  • Una delle difficoltà nel raggiungere dati certi è la presenza di molti “fattori confondenti”, primo tra tutti il fatto che in genere chi sceglie una dieta biologica tende anche ad avere uno stile di vita più sano che sicuramente contribuisce a ridurre il rischio di cancro.
  • Una dieta ricca di frutta e verdura, indipendentemente dal modo in cui viene coltivata, resta il vero pilastro della prevenzione.
  • In Europa a partire dal 1 gennaio 2022 è in vigore il regolamento (UE) 2018/848 che regola la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici.

Cosa significa biologico?

“L’agricoltura biologica è un metodo agricolo volto a produrre alimenti con sostanze e processi naturali”. È quanto scrivono gli esperti della Commissione Europea nella pagina del loro sito dedicato proprio all’agricoltura biologica, una pratica che ha come obiettivo la sostenibilità ambientale.

Sono esclusi quindi l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi e di organismi geneticamente modificati, in favore dell’uso di fertilizzanti organici, della rotazione delle colture, dell’uso responsabile di energia e risorse naturali. Un approccio biologico tiene inoltre conto anche del benessere degli animali e impone di rispettarne anche le esigenze comportamentali.

A partire dal 1 gennaio 2022, tutto il comparto dell’agricoltura biologica e dell’etichettatura dei prodotti biologici in Europa è disciplinato dal regolamento (UE) 2018/848 e da una serie di “atti” successivi che vanno ad integrarlo e sono consultabili sul sito della Commissione Europea.

Solo i prodotti certificati come biologici nell’Unione Europea possono essere accompagnati dal logo ufficiale, che rappresenta la sagoma di una foglia formata da 12 stelle bianche su uno sfondo verde brillante.

Le aziende che producono alimenti biologici e anche chi li rivende devono sottostare a controlli rigorosi, messi in campo da diversi enti nazionali e internazionali per garantire la tutela dei cittadini che decidono di acquistare questi prodotti.

Alimenti biologici e salute, un legame complesso

L’idea che il cibo biologico sia più sano di quello prodotto con approcci tradizionali deriva soprattutto dal fatto che dai processi di produzione bio è escluso l’utilizzo di pesticidi, trattamenti con radiazioni e organismi geneticamente modificati. In effetti, diversi studi hanno dimostrato che nelle urine di chi consuma cibo biologico il livello di residui di pesticidi è più basso rispetto a quello delle persone che invece optano per prodotti non bio. Sul lungo periodo, quindi, chi sceglie un’alimentazione con prodotti biologici è senza dubbio meno esposto a queste sostanze nocive. Tuttavia, non ci sono dati che dimostrino che l’esposizione, pur sempre minima se si rispettano alcune regole di base, attraverso il consumo di prodotti non biologici produca effetti negativi sulla salute.

Inoltre, quando si studia il legame tra alimentazione bio e salute, è necessario tenere conto di una serie di fattori confondenti che possono influenzare il risultato finale. Chi consuma regolarmente cibo biologico gode generalmente di una salute migliore perché segue uno stile di vita complessivamente sano, fatto di attività fisica, alimentazione in generale corretta e bilanciata, niente fumo o alcol. In questo scenario è difficile capire se il responsabile degli effetti benefici emersi da uno studio sia davvero legato all’alimento biologico oppure alle buone abitudini nel loro complesso.

Cibo biologico e rischio di cancro

Nonostante gli studi non manchino, sulla base dei dati oggi disponibili non è possibile affermare con certezza che consumare cibo biologico riduca il rischio di sviluppare un tumore. Anzi, gli studi più recenti suggeriscono che non ci siano differenze significative.

Questa incertezza è legata a molte cause, prima tra tutte la presenza di quei “fattori confondenti” già citati nell’articolo e senza dimenticare la scarsa precisione delle risposte ai questionari alimentari che spesso si utilizzano per stimare il consumo di un certo tipo di alimento.

Alcuni esempi di studi sul tema nell’arco di un decennio:

  • 2014: uno studio su oltre 620.000 donne nel Regno Unito ha valutato l’associazione tra una dieta biologica e la riduzione del rischio di diversi tumori, dimostrando che tale associazione non esiste, con la sola eccezione del linfoma non-Hodgkin.
  • 2018: lo Studio NutriNet-Santé (Francia) condotto su quasi 70.000 adulti, ha mostrato una riduzione del 25% del rischio di sviluppare un tumore in chi consumava più alimenti biologici rispetto a chi invece non ne consumava. La protezione è risultata evidente soprattutto nel caso di linfomi non-Hodgkin e tumore al seno nelle donne in post-menopausa.
  • 2025: Una revisione sistematica della letteratura con successiva meta-analisi ha concluso che non esiste una differenza significativa nel rischio di cancro generale tra chi sceglie alimenti biologici e chi invece sceglie prodotti coltivati in modo tradizionale.

La salute a tavola: consigli pratici

Indipendentemente dal fatto che gli alimenti che si portano in tavola siano biologici o convenzionali, per ridurre il rischio di cancro è fondamentale seguire una dieta varia, che includa sempre frutta, verdura e cereali integrali. Bisogna sempre ricordare che il valore nutrizionale di questi alimenti supera l’eventuale rischio derivante dai residui di pesticidi presenti nei prodotti coltivati con metodi tradizionali.

Ecco alcuni consigli pratici:

  • Scegliere una dieta varia: puntare sulla varietà dei cibi aiuta a limitare l’esposizione a specifici pesticidi.
  • Lavare bene frutta e verdura: per eliminare la maggior parte dei residui di pesticidi e anche batteri basta lavare i prodotti sotto acqua corrente per almeno 20 secondi.
  • Puntare sul chilometro zero e sulla stagionalità: spesso i prodotti locali e di stagione mantengono più sostanze nutrienti anche perché non devono affrontare viaggi particolarmente lunghi.
  • No al biologico a tutti i costi: spesso i prodotti bio sono più costosi di quelli tradizionali. Questa non deve essere una scusa per non comprare (e non mangiare) frutta e verdura, poiché i benefici del consumo di frutta e verdura restano fondamentali per la prevenzione. Meglio quindi frutta e verdura non bio, che rinunciare del tutto a frutta e verdura.

fonti

Commissione Europea. Agricoltura Biologica.

Commissione Europea. Legislazione per il settore biologico.

AICR. Organic Foods and Cancer Risk: Separating Myth from Fact.

Mayo Clinic. Organic foods: Are they safer? More nutritious?

Ohio State University. Cancer and food: Does going organic affect risk?

Bradbury KE, et al. Organic food consumption and the incidence of cancer in a large prospective study of women in the United Kingdom. Br J Cancer. 2014 Apr 29;110(9):2321-6. doi: 10.1038/bjc.2014.148.

Baudry J, et al. Association of Frequency of Organic Food Consumption With Cancer Risk: Findings From the NutriNet-Santé Prospective Cohort Study. JAMA Intern Med. 2018 Dec 1;178(12):1597-1606. doi: 10.1001/jamainternmed.2018.4357. Erratum in: JAMA Intern Med. 2018 Dec 1;178(12):1732. doi: 10.1001/jamainternmed.2018.6902.

Theodoridis X,et al. The Level of Adherence to Organic Food Consumption and Risk of Cancer: A Systematic Review and Meta-Analysis. Life (Basel). 2025 Jan 23;15(2):160. doi: 10.3390/life15020160.

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