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Cardiologia

Sport quando l’aria è inquinata: meglio fermarsi o cambiare abitudini?

Traffico, ondate di calore e incendi peggiorano la qualità dell'aria e aumentano i rischi per la salute. I consigli per chi si allena all'aperto

Le giornate in cui la qualità dell'aria peggiora sono sempre più frequenti, complici il traffico, le ondate di calore e, in alcune aree, il fumo degli incendi boschivi. In queste situazioni, molti si pongono la stessa domanda: è meglio rinunciare all'attività fisica all'aperto per evitare di respirare aria inquinata?

Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Chest, nella maggior parte dei casi la risposta è no. L'attività fisica continua a rappresentare uno dei pilastri della prevenzione e i suoi benefici superano generalmente i rischi legati all'esposizione a un moderato inquinamento atmosferico. Più che smettere di allenarsi, il consiglio degli esperti è imparare ad adattare il proprio allenamento alle condizioni ambientali. 

L'ATTIVITÀ FISICA RESTA UN ALLEATO DELLA SALUTE

L'esercizio fisico regolare riduce il rischio di sviluppare numerose malattie croniche e contribuisce ad aumentare l'aspettativa di vita. Secondo gli autori, rispettare i livelli di attività fisica raccomandati si associa a una riduzione della mortalità complessiva compresa tra il 20 e il 35%. Per questo motivo, interrompere completamente l'attività ogni volta che la qualità dell'aria peggiora potrebbe, nel lungo periodo, risultare più dannoso che utile. 

Naturalmente, questo non significa che l'inquinamento sia privo di conseguenze. Le polveri sottili e altri inquinanti atmosferici sono associati a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie. La sfida è quindi trovare un equilibrio tra i benefici dell'esercizio e la necessità di limitare l'esposizione agli inquinanti. 

PERCHÉ DURANTE L'ATTIVITÀ FISICA RESPIRIAMO PIÙ INQUINANTI?

Quando camminiamo o corriamo aumenta la frequenza respiratoria e, soprattutto, la quantità di aria che introduciamo nei polmoni ogni minuto. Di conseguenza aumenta anche la quantità di sostanze inquinanti inalate. Inoltre, durante uno sforzo intenso si tende a respirare con la bocca, riducendo il naturale effetto filtrante del naso e favorendo la penetrazione delle particelle più in profondità nelle vie respiratorie. 

«Il consiglio più importante è non smettere di fare attività fisica, ma imparare a programmare gli allenamenti anche in funzione della qualità dell'aria», osserva il dottor Cristiano Carbonelli, responsabile Unità operativa semplice di Fisiopatologia Respiratoria e Pneumologia Interventistica  presso l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. «Controllare i bollettini delle ARPA, scegliere percorsi lontani dal traffico e, nelle giornate peggiori, ridurre l'intensità o allenarsi al chiuso sono accorgimenti semplici che permettono di continuare a fare esercizio limitando l'esposizione agli inquinanti.»

CHI DEVE PRESTARE ATTENZIONE

Le precauzioni da adottare dipendono anche dalle caratteristiche della persona. Un adulto sano può generalmente tollerare livelli moderati di inquinamento senza particolari rischi immediati, mentre chi soffre di asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), malattie cardiovascolari o altre patologie respiratorie può manifestare sintomi anche con concentrazioni più basse di inquinanti. Anche gli anziani, le donne in gravidanza e i bambini richiedono maggiore attenzione. 

Per questo motivo gli autori propongono un approccio personalizzato, che tenga conto sia delle condizioni di salute sia della qualità dell'aria prevista per quella giornata. 

COME ADATTARE L'ALLENAMENTO

Piuttosto che eliminare completamente l'attività fisica, gli esperti suggeriscono alcune semplici strategie per ridurre l'esposizione agli inquinanti.

Tra queste:

  • controllare l'indice di qualità dell'aria prima di uscire; 
  • preferire gli orari in cui l'inquinamento è più basso, spesso al mattino presto o dopo la pioggia; 
  • scegliere percorsi lontani dal traffico, privilegiando parchi e aree verdi
  • ridurre intensità e durata dell'allenamento nelle giornate peggiori; 
  • spostare l'attività al chiuso quando la qualità dell'aria è particolarmente scarsa. 

«Le indicazioni dello studio fanno riferimento all'Air Quality Index (AQI), utilizzato negli Stati Uniti. In Italia, invece, il riferimento sono i bollettini e gli indici di qualità dell'aria pubblicati dalle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA/APPA) – spiega il dottor Carbonelli - Molte regioni mettono a disposizione un indice sintetico, spesso accompagnato da colori e livelli di rischio, che consente di capire rapidamente se sia opportuno modificare l'orario, il luogo o l'intensità dell'allenamento».

Secondo gli autori, anche piccoli cambiamenti possono ridurre in modo significativo la quantità di inquinanti respirati, consentendo di continuare a svolgere attività fisica in maggiore sicurezza. 

QUANDO È MEGLIO RESTARE AL CHIUSO?

Esistono situazioni in cui è consigliabile evitare l'attività fisica all'aperto. Durante gli episodi di forte inquinamento, come quelli legati agli incendi boschivi o alle giornate con livelli molto elevati di polveri sottili, chi soffre di malattie respiratorie o cardiovascolari dovrebbe preferire ambienti chiusi con aria ben filtrata. Anche le persone sane possono valutare di spostare temporaneamente l'allenamento indoor se la qualità dell'aria raggiunge livelli particolarmente critici. 

L'OBIETTIVO NON È SMETTERE DI ALLENARSI

Il messaggio finale degli autori è chiaro: l'attività fisica rimane uno degli strumenti più efficaci per proteggere la salute e non dovrebbe essere abbandonata per il timore dell'inquinamento atmosferico. La strategia migliore consiste piuttosto nel ridurre, quando possibile, la dose di inquinanti respirata, adattando orario, luogo e intensità dell'allenamento alle condizioni ambientali e alle proprie condizioni di salute. 

Sebbene queste indicazioni siano state elaborate negli Stati Uniti, dove viene utilizzato l'Air Quality Index (AQI) come riferimento per la popolazione, il principio può essere applicato anche in Italia. Nel nostro Paese, infatti, non esistono linee guida nazionali specifiche su come adattare l'attività fisica ai livelli di inquinamento atmosferico. Conoscere la qualità dell'aria e modificare, quando necessario, le proprie abitudini di allenamento può quindi rappresentare una strategia semplice per continuare a fare esercizio limitando l'esposizione agli inquinanti.

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