Strade, ponti, reti idriche, linee elettriche. Quando pensiamo alle infrastrutture di una città, gli alberi difficilmente ci vengono in mente. Eppure, secondo un gruppo internazionale di ricercatori, dovrebbero essere considerati proprio così: una vera infrastruttura essenziale. Non solo perché rendono le città più belle, ma perché contribuiscono a ridurre gli effetti del caldo, migliorano la qualità dell’aria e hanno ricadute positive sulla salute. È la proposta avanzata in un articolo di analisi pubblicato sulla rivista PLOS Climate, che invita a ripensare il ruolo del patrimonio arboreo urbano nelle città del futuro.
Entro il 2050, inoltre, quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane. Città sempre più popolate e temperature in aumento rendono quindi il verde urbano una risorsa sempre più importante per la salute pubblica.
NON SOLO OMBRA: GLI ALBERI MIGLIORANO LA SALUTE DELLE CITTÀ
Il ruolo degli alberi nelle città va ben oltre quello di creare spazi verdi. Quando gli autori parlano di “foreste urbane” non si riferiscono soltanto a grandi boschi cittadini, ma all’insieme degli alberi e della vegetazione legnosa presenti dentro e intorno alle città: nei parchi, lungo le strade, nei giardini pubblici e privati e nelle aree boschive periurbane.
Le chiome degli alberi contribuiscono a ridurre le temperature nelle aree urbane, attenuando il fenomeno delle “isole di calore”, per cui le zone costruite risultano più calde rispetto alle aree circostanti anche a causa della presenza di asfalto, cemento e altre superfici che assorbono e trattengono il calore. Nelle giornate estive, infatti, le zone più densamente urbanizzate possono registrare temperature anche di alcuni gradi superiori rispetto alle aree rurali circostanti.
Ma i benefici non finiscono qui. Gli alberi possono migliorare la qualità dell’aria, ridurre il rumore, favorire l’infiltrazione dell’acqua nel terreno e rallentare il deflusso durante gli eventi meteorologici intensi. Rendono inoltre più piacevoli gli spazi pubblici e possono incoraggiare il movimento e la vita all’aperto. Tutti fattori che contribuiscono, direttamente o indirettamente, al benessere fisico e psicologico delle persone.
PIANTARE NON BASTA: OCCORRE PROTEGGERE GLI ALBERI MATURI
Negli ultimi anni molte città hanno avviato campagne di piantumazione per aumentare il verde urbano. Un’iniziativa importante, ma secondo gli autori non sufficiente.
Uno dei messaggi centrali del lavoro è che proteggere gli alberi già presenti, soprattutto quelli maturi, è importante quanto piantarne di nuovi. Servono infatti decenni perché un albero raggiunga le dimensioni necessarie a offrire ombra, assorbire anidride carbonica, fornire un habitat a numerose specie e contribuire in modo significativo al raffrescamento urbano. Per questo, quando un albero adulto viene abbattuto, i benefici che garantiva non possono essere recuperati rapidamente con una nuova piantumazione.
Gli autori invitano quindi le amministrazioni a investire non solo nella messa a dimora di nuovi alberi, ma anche nella manutenzione, nel monitoraggio e nella tutela di quelli esistenti.
UNA QUESTIONE ANCHE DI EQUITÀ
Il verde urbano non è distribuito in modo uniforme. Numerosi studi mostrano che i quartieri con una minore disponibilità di alberi e spazi verdi sono spesso anche quelli più esposti agli effetti delle ondate di calore e dell’inquinamento atmosferico.
Secondo gli autori, garantire un accesso più equo al verde può contribuire a ridurre alcune disuguaglianze ambientali e di salute. Pianificare nuove aree alberate nelle zone più vulnerabili può rendere le città più vivibili e proteggere maggiormente le persone più esposte agli effetti del caldo, tra cui anziani, bambini e persone con malattie croniche.
GLI ALBERI SONO UN’INFRASTRUTTURA
Se oggi gli alberi vengono ancora considerati un elemento accessorio della città, è anche perché le politiche dedicate al verde urbano sono spesso limitate, sottofinanziate o applicate in modo insufficiente, nonostante i benefici riconosciuti per la salute, il clima e la biodiversità.
È proprio da questa constatazione che nasce il lavoro pubblicato su PLOS Climate. Gli autori propongono un cambio di prospettiva: così come una città investe nella manutenzione di strade, acquedotti o reti elettriche, dovrebbe destinare risorse anche alla gestione del proprio patrimonio arboreo.
Questo significa:
- pianificare la presenza degli alberi nel lungo periodo;
- proteggere gli esemplari esistenti durante gli interventi urbanistici;
- scegliere specie adatte alle condizioni climatiche locali;
- garantire una sufficiente varietà di specie;
- monitorare lo stato di salute degli alberi;
- destinare risorse stabili alla loro manutenzione.
La pianificazione deve però essere attenta. Specie inadatte, una scarsa biodiversità o collocazioni sbagliate possono provocare problemi, come la produzione di allergeni, danni a marciapiedi e condutture o una maggiore vulnerabilità del patrimonio arboreo a malattie, parassiti e stress climatici.
Solo un approccio di questo tipo, secondo gli autori, permetterà alle città di affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico, tutelando al tempo stesso biodiversità, qualità dell’ambiente e salute dei cittadini.
In alcune città questo cambio di prospettiva è già iniziato. Nell’area metropolitana di Milano, ad esempio, il progetto Forestami punta a integrare tre milioni di alberi e arbusti nel territorio entro il 2030. Parigi sta invece trasformando numerosi cortili scolastici in “oasi” verdi, progettate per mitigare il caldo, favorire la gestione dell’acqua piovana e offrire nuovi spazi alla comunità. Per gli autori, iniziative di questo tipo dovrebbero diventare parte integrante della pianificazione urbana e non rimanere interventi isolati.
UN INVESTIMENTO PER IL FUTURO
In un’epoca in cui le città devono adattarsi a estati sempre più calde, investire negli alberi non significa soltanto rendere più gradevoli gli spazi urbani. Significa creare ambienti capaci di proteggere la salute delle persone oggi e nei decenni a venire.
Per gli autori, il verde urbano non è un elemento accessorio del paesaggio cittadino, ma una vera infrastruttura vivente: una risorsa che richiede investimenti, manutenzione e una pianificazione attenta, proprio come le altre opere essenziali per il funzionamento di una città.


