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La campagna, lanciata dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti, punta a sensibilizzare le nuove generazioni sulla donazione degli organi. L’attività è in crescita, ma sono ancora novemila le persone in lista di attesa

La Fondazione Veronesi supporta «Diamo il meglio di noi»

È un tema che ha coinvolto poco più di tremila italiani (3317) nel 2015. Ma chi vive, in prima persona o nella cerchia famigliare, il dramma della ricerca di un organo, sa quanto sia importante sensibilizzare la popolazione in tema di donazione. È per questo motivo che la Fondazione Umberto Veronesi ha deciso di supportare la campagna «Diamo il meglio di noi», promossa dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti. «Pensare che dopo la morte qualcuno possa vivere con un organo prelevato dal nostro corpo significa dare un ultimo senso alla nostra esistenza», afferma Paolo Veronesi, presidente della Fondazione. «Una diffusa sensibilità per questo gesto costituisce un indicatore importante del grado di sviluppo sociale di un Paese. Purtroppo il numero degli organi necessari è quasi sempre insufficiente a coprire l’effettiva domanda».

 

LA RICHIESTA CRESCE: ECCO PERCHE' - Rispetto a 15-20 anni fa la situazione è migliorata, ma serve fare molto di più. «Complice l’aumento della vita media e la diminuzione delle persone idonee alla donazione, sensibilizzare le nuove generazioni circa questo importante gesto di civiltà è più che mai fondamentale», prosegue lo specialista, che dirige la divisione di senologia chirurgica dell’Istituto Europeo di Oncologia. «Da qui la scelta di sostenere senza esitazioni una campagna che punta a sviluppare l’informazione sulla donazione e il trapianto di organi». Soddisfatto dell’adesione anche Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti: «Il coinvolgimento di grandi e diffuse organizzazioni in iniziative a favore della donazione ha il duplice scopo di affiancare alle ordinarie strategie comunicative del Ministero della salute, tutti i canali e i mezzi di comunicazione a disposizione di queste, nonché di consentire a ciascuna realtà coinvolta di valorizzare l’adesione alla campagna come scelta di forte responsabilità sociale».

 

LE MODALITA' DI DONAZIONE - L’attività dei trapianti in Italia registra una crescita costante. Quelli effettuati nel 2015 sono stati infatti, rispettivamente, 67 e 228 in più rispetto ai due anni precedenti. Ma nonostante ciò, al 31 dicembre dello stesso erano 9070 i pazienti ancora inseriti in lista di attesa. Due terzi di essi (6765) per un rene, seguiti da 1072 per un fegato, 731 per un cuore e 383 per un polmone. Anche questo dato risulta in ascesa rispetto al passato, se un anno prima erano 8758. Per vederlo diminuire, sono diverse le procedure in fase di valutazione: dalla donazione da vivente all’aumento del prelievo di organi, quando possibile, dalle persone per cui è stata certificata la morte cardiaca. Ma fondamentale è anche una maggiore sensibilizzazione alla donazione, di cui non si parla mai abbastanza. Per donare un organo, una volta deceduti, è necessario aver compilato in vita la dichiarazione di volontà, quel documento con cui un cittadino italiano dichiara per iscritto la volontà di donare i suoi organi, una volta deceduto. Per attestarla è necessario avere compilato una nota scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma. Il documento, di cui diversi fac-simile sono reperibili in rete (ma può essere redatto anche su carta bianca), deve essere consegnato all’Azienda Sanitaria Locale di riferimento, al proprio medico di famiglia o portato sempre con sé. È sufficiente anche aver compilato il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio del 2000, da conservare assieme ai documenti personali, o essere iscritti al Registro dell’Associazione Italiana Donatori Organi (occorre avere almeno 18 anni). Da qualche tempo è possibile comunicare la propria volontà anche agli uffici anagrafe dei Comuni, in fase di richiesta o rinnovo della carta d'identità. Per i minorenni sono sempre i genitori a decidere. Se uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato.

 

CHI SONO I DONATORI DI ORGANO? - I donatori sono persone di qualunque età che muoiono a causa di una lesione irreversibile al cervello (emorragia, trauma cranico, aneurisma) o di un prolungato arresto cardiaco, accertato tramite elettrocardiogramma per almeno venti minuti. La qualità, degli organi e dei tessuti, viene valutata prima di procedere al prelievo, che può riguardare tutti gli organi che risultano prelevabili (vige il divieto per cervello e testicoli). In presenza di malattie infettive trasmissibili, l’idoneità dell’organo al trapianto è valutata dai medici.

 

UN APPUNTAMENTO CON GLI STUDENTI DELL'UNIVERSITA' SAPIENZA (ROMA) - Per fare breccia sui ragazzi, il Centro Nazionale Trapianti ha organizzato per lunedì 9 gennaio 2017 un incontro all'Università Sapienza di Roma, a cui prenderanno parte diversi testimonial d’eccezione provenienti dal mondo dello spettacolo, della musica e dello sport. L'obiettivo è presentare la campagna «Diamo il meglio di noi». Diversi gli ospiti che saranno accanto alle istituzioni per questa gioanrata: Guglielmo Scilla (in rete è conosciuto come Willwoosh), il gruppo musicale degli Zero Assoluto, l’imitatore Andrea Perroni, l’attore Michele La Ginestra (condurrà l’evento) e un ospite a sorpresa  amato dai giovani. Gli sportivi del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e dell’Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico passeranno a salutare gli studenti e lasciare la propria testimonianza a favore della donazione degli organi. Tutti i partecipanti riceveranno in regalo una compilation contente brani musicali e pillole informative sul tema donazione e trapianto e sulle modalità di dichiarazione di volontà. L’ingresso sarà consentito sino ad esaurimento posti. Per maggiori informazioni, cliccare qui

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