Qualche anno fa ho scoperto di avere un carcinoma alla prostata curato con un ciclo di radioterapia, PSA azzerato per alcuni anni, poi ha raggiunto 2 ng/mL come valore. Ho iniziato una terapia ormonale con apalutamide e decapeptyl. Dopo cinque mesi il PSA è quasi azzerato, proseguo solo con uno dei due farmaci. Attualmente il PSA continua a restare molto basso, ma ho effetti collaterali come vampate di calore ed insonnia. Anche se i valori sono azzerati mi hanno detto di continuare altri sei mesi per ora. Sarei un po' stanco. Grazie
Pietro (domanda pervenuta tramite form L'Esperto Risponde)
Risponde il Prof. Matteo Ferro, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Urologia dell'Ospedale San Carlo Borromeo di Milano - ASST Santi Paolo e Carlo. Università degli Studi di Milano.
Caro Pietro,
quello che descrive è un problema molto frequente durante la terapia ormonale per il tumore della prostata. Quando il PSA è quasi azzerato ma gli effetti collaterali si fanno sentire ogni giorno, è comprensibile domandarsi se sia davvero necessario continuare. Un PSA molto basso durante il trattamento, però, non significa necessariamente che la terapia non serva più: spesso significa, al contrario, che sta funzionando.
Nel suo caso, dopo la radioterapia il PSA è risalito fino a circa 2 ng/mL e successivamente, con la terapia ormonale, è sceso prima a 0,06 e oggi a 0,03 ng/mL: si tratta quindi di un’ottima risposta. Per stabilire quanto a lungo sia necessario proseguire il trattamento servono però altre informazioni, tra cui la velocità con cui era aumentato il PSA e gli esami effettuati al momento della ripresa della malattia, per esempio un’eventuale PSMA-PET.
I farmaci
Decapeptyl riduce la produzione di testosterone, mentre apalutamide blocca l’azione degli androgeni sulle cellule tumorali. In alcune situazioni questi farmaci vengono associati proprio per ottenere un controllo più profondo della malattia e ridurre il rischio che progredisca.
Per questo, se permane l’indicazione oncologica, è importante non interrompere autonomamente la terapia solo perché il PSA è diventato molto basso, ma rispettare la durata concordata con lo specialista. In alcuni pazienti e in determinate condizioni possono essere previste modifiche del trattamento o anche periodi programmati di sospensione, soprattutto quando gli effetti collaterali sono importanti, ma si tratta di decisioni che vanno prese insieme all’oncologo o all’urologo.
Gli effetti collaterali
Vampate di calore, insonnia, stanchezza, riduzione della libido e perdita di forza e massa muscolare sono effetti ben conosciuti della deprivazione androgenica. Anche la perdita di 10 kg che riferisce merita attenzione, soprattutto se è stata involontaria o accompagnata da una perdita di massa muscolare. Sono disturbi che non devono essere semplicemente “sopportati”: esistono strategie per cercare di ridurne l’impatto.
L’attività fisica è uno degli strumenti più importanti. Associare esercizio aerobico e allenamento di forza aiuta a contrastare la stanchezza e la perdita muscolare e contribuisce a proteggere la salute metabolica e quella delle ossa. Durante la terapia è inoltre utile controllare periodicamente peso, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo e valutare, quando indicato, anche la densità ossea ed eventuali carenze di vitamina D. In presenza di perdita di peso o di massa muscolare è importante anche curare l’alimentazione e assicurare un adeguato apporto proteico.
Anche vampate e insonnia possono essere affrontate in modo specifico. Per le vampate, se particolarmente fastidiose, esistono anche trattamenti farmacologici che il medico può valutare caso per caso. Per l’insonnia sono importanti l’attività fisica e una buona igiene del sonno; se il problema persiste, possono essere utili interventi specifici per l’insonnia e, quando necessario, una terapia concordata con il medico.
Il PSA a 0,03 è certamente un’ottima notizia, ma non deve diventare da solo il motivo per interrompere una terapia che potrebbe essere ancora necessaria. Se le è stato consigliato di proseguire per altri sei mesi, ne parli con chi la segue per capire quale sia l’obiettivo del trattamento e perché sia stata scelta questa durata. Allo stesso tempo, però, vampate, insonnia, stanchezza e perdita di peso meritano di essere affrontate attivamente: curare il tumore significa anche cercare di ridurre il più possibile l’impatto delle terapie sulla qualità di vita.
NOTA BENE: Le informazioni contenute in questa pagina non sostituiscono il parere e le spiegazioni del tuo medico.

