La Commissione Europea ha dato il via libera all’estensione delle indicazioni terapeutiche di atogepant, un farmaco di nuova generazione (della classe dei gepanti) contro l’emicrania, che ora potrà essere usato anche per trattare gli attacchi acuti negli adulti. Questa estensione offre nuove possibilità a chi non risponde ai farmaci già disponibili o non può assumerli.
UNA MALATTIA DEBILITANTE
L’emicrania è una seria malattia neurologica di tipo debilitante, che può costringere a stare chiusi in casa al buio per giorni.
L’Organizzazione mondiale della Sanità posiziona, in effetti, l’emicrania severa in una scala da 1 a 7 al più alto grado di disabilità, addirittura al pari della demenza. I più colpiti sono le persone tra i 25 e i 55 anni, soprattutto di sesso femminile, in un rapporto di quasi 3 a 1 rispetto al genere maschile. Per un totale, in Italia, di 6 milioni.
LA NOVITÀ PER CHI SOFFRE DI EMICRANIA
Per questa non piccola categoria di pazienti arriva dunque una buona notizia da Bruxelles: il farmaco atogepant ha ricevuto l’approvazione da parte della Commissione europea per il trattamento acuto dell’emicrania con o senza aura negli adulti, con prescrizione al bisogno. Non si tratta di un farmaco nuovo: da un paio d'anni atogepant è disponibile per la prevenzione dell’emicrania cronica o episodica negli adulti che ne soffrono per almeno 4 giorni al mese, con l’assunzione per via orale una volta al giorno. In Italia, per ora, resta valida quest’ultima indicazione in attesa che venga recepita l’estensione.
I gepanti sono una classe di farmaci arrivati da un paio di anni ad allargare la ristretta dispensa farmacologica per questa patologia. In Italia sono due, oltre all’atogepant c’è il rimegepant, questo sì abilitato per il trattamento in fase sia acuta sia preventiva dell'emicrania episodica.
SINTOMI CHE LIMITANO LA VITA QUOTIDIANA
Ora il secondo via libera europeo per l’atogepant è basato sui risultati dello studio “Eclipse” in cui la maggioranza dei pazienti trattati hanno raggiunto la libertà dal dolore a partire da 1,5 ore dopo l’assunzione e per una durata da 2 a 48 ore.
I sintomi comprendono una forte cefalea pulsante, deficit cognitivi, sensibilità alla luce e ai rumori, nausea e vomito, con conseguenti limitazioni nella vita quotidiana.
Marina de Tommaso, presidente della Società italiana per lo Studio delle Cefalee e professore ordinario di Neurologia presso l’Università di Bari, dichiara sui gepanti: «È importante già il fatto che si tratti, finalmente, di una terapia per bocca. L’atogepant, di cui si è occupata ora la Commissione europea, è un antagonista orale del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp)».
GEPANTI E ANTICORPI MONOCLONALI HANNO CAMBIATO LE PROSPETTIVE
Qualcuno ha parlato di una “rivoluzione” nella cura dell’emicrania, è corretto? «No, si può parlare di rivoluzione – la sua risposta – se partiamo da 6-7 anni fa, quando sono stati introdotti gli anticorpi monoclonali, e includiamo, ora, i gepanti. Sono due valide alternative per la terapia di una malattia molto debilitante, che può durare da 3 ore a 6 giorni. E peggiora con l’attività fisica. La forma cronica comprende vari giorni al mese».
Quali sono le controindicazioni per i gepanti? «La sofferenza epatica e renale».
E gli effetti collaterali? «Più che altro nausea, a parte un’intolleranza individuale».
E già che ci siamo, per gli anticorpi monoclonali? «La controindicazione è la presenza di cardiopatie o un ictus pregresso. Per gli effetti collaterali, in particolare stipsi», risponde la professoressa Marina de Tommaso.


