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Alimentazione
Donatella Barus
pubblicato il 31-07-2019

Obesità: lo stigma ferisce anche gli uomini



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Non sono solo le donne a soffrire per il pregiudizio e lo stigma sociale verso l’obesità. Succede anche agli uomini, che pagano un prezzo fisico ed emotivo

Obesità: lo stigma ferisce anche gli uomini

Rispetto ad altre condizioni patologiche, l’obesità spesso desta atteggiamenti spietati. Il pregiudizio e l’esclusione sociale influiscono sulla vita delle persone obese, tanto da comprometterne la salute fisica e psichica tanto quanto i chili di troppo. A soffrirne sono anche i maschi, anche se nella maggior parte dei casi nessuno se ne occupa.

4 SU 10 STIGMATIZZATI PER IL PESO

A puntare i riflettori su un aspetto dimenticato della ricerca su obesità e salute sono stati gli esperti del Rudd Center for Food Policy and Obesity dell’Università del Connecticut, che hanno condotto un’indagine su 1.750 uomini americani. Almeno il 40 per cento dei maschi obesi dichiara di avere sperimentato lo stigma associato al peso, ma – osservano i ricercatori – hanno ricevuto meno attenzione dalla ricerca rispetto alle donne. «Spesso si ritiene che il dimagrimento, la dieta e un’opinione negativa del proprio corpo siano argomenti più importanti per le donne. Gli uomini sono spesso trascurati, ma ciò non significa che siano meno colpiti dallo stigma o che tendano meno a internalizzare i bias negativi» ha dichiarato Mary Himmelstein, primo autore della ricerca. Internalizzare lo stigma significa, ad esempio, che a forza di sperimentare giudizi e reazioni negative, la persona obesa finisce per biasimare se stessa.

LO STIGMA FA MALE ALLA SALUTE

Come dimostrato nell’indagine, queste esperienze e questi meccanismi sono associati a un peggior stato di salute negli uomini interpellati, correlandosi fra l’altro a sintomi depressivi, stato di malessere, tendenza a mettersi a dieta e, all’opposto, al binge eating, al mangiare compulsivo. Secondo gli autori, gli operatori sanitari dovrebbero essere più consapevoli quando si trovano di fronte a pazienti con problemi di salute legati al peso, dovrebbero parlarne, tenendo in considerazione e valutando anche i possibili effetti dello stigma, anche perchè potrebbe compromettere i trattamenti per l'obesità. Parimenti, le opportunità di supporto medico e psicologico dovrebbero essere offerte a chi ne ha bisogno, senza distinzioni di genere.

PESO, GENERE, HATERS E SOCIAL NETWORK

Il tema del rapporto fra salute, peso e giudizio sociale assume una rilevanza particolare nell’era dei social network, dei like e del dominio dell’immagine sulla parola. Nel 2018 un team di ricerca andò ad analizzare i comportamenti dei commentatori a due video virali su You Tube: “Fat Girl Tinder Date” e “Fat Guy Tinder Date”. Lo scopo era capire quali aspetti scatenavano l’aggressività degli haters, quali parole venivano usate, quali differenze c’erano fra maschi e femmine. I commenti aggressivi erano il doppio di quelli in difesa delle persone in sovrappeso. Le donne erano definite pigre, immature, gli uomini rozzi, fastidiosi. I commenti negativi sulle donne arrivavano soprattutto dai maschi e più spesso di quelli rivolti agli uomini contenevano termini scurrili.

SEMPRE PIÙ OBESI, SEMPRE PIÙ DISCRIMINATI

Siamo di fronte a una realtà strana, rilevano molti esperti. Mentre l’obesità diventa sempre più diffusa, la discriminazione verso gli obesi non accenna a smussarsi. Mentre gli specialisti riconoscono sempre di più il ruolo della genetica e dell’ambiente nello sviluppo dell’obesità, resiste l’idea che chi ne è colpito se lo è cercato e ne è colpevole. Il prezzo è l’esclusione sociale, la discriminazione a scuola, sul lavoro, nei mezzi di comunicazione; sono le conseguenze per la salute, come stress, ansia, depressione, la tendenza a non prendersi cura di sé, a evitare i controlli; sono i disturbi del comportamento alimentare; sono i fallimenti delle terapie per perdere peso. Quest’anno la rivista Lancet Public Health ha lanciato un’iniziativa dedicata a nutrizione e obesità, e ha invitato i ricercatori a partecipare con lavori dedicati allo stigma ponderale. Hanno scritto: «È tempo che i pazienti con obesità siano trattati con la stessa considerazione e compassione che si riservano alle altre malattie».

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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