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Donazione e trapianti: cosa cambierà con il «silenzio-assenso»?

Anche in Italia si potranno prelevare gli organi di una persona deceduta, se non avrà comunicato l'opposizione. Una svolta a metà, però. Al momento, il sistema che regolamenta la donazione di organi e tessuti post-mortem è rimasto invariato

Un comunicato di poco più di dieci righe inviato dal Ministero della Salute il 20 agosto ha annunciato una svolta nel sistema della donazione degli organi in Italia. Il nostro Paese, alla pari di quanto da tempo accade in altre nazioni, ha deciso di applicare la legge sul «silenzio-assenso». Basterà che una persona non si rifiuti esplicitamente (in vita), dopodiché organi e tessuti utili potranno essere usati per effettuare dei trapianti (dopo il decesso). Ma una precisazione è doverosa. La disposizione non è già in vigore: serviranno diversi mesi prima che la macchina organizzativa cambi impostazione. La strada, però, sembra essere tracciata. L'obbiettivo è migliorare le performance nel campo dei trapianti, ampliando anzitutto il bacino dei potenziali donatori.

COSA CAMBIERA CON IL «SILENZIO-ASSENSO»?

La comunicazione è servita a dare notizia della firma del decreto attuativo che darà impulso alla legge 91 «entrata in vigore vent'anni fa, ma nei fatti rimasta lettera morta», per dirla con le parole di Giulia Grillo. Il passo compiuto è considerato cruciale. Se fino a oggi i cittadini italiani hanno dovuto dichiarare la volontà di diventare donatori di organi una volta deceduti, in futuro (ma non è ancora chiaro a partire da quando) l'approccio sarà opposto. È chi non intende mettere i propri organi a disposizione che dovrà preoccuparsi di farlo sapere finché è in vita - come già fatto da un milione di italiani: a tanto ammonta la quota di coloro che si sono già «opposti» - o lasciarlo detto ai parenti di primo grado. In questo secondo caso, toccherà a loro esplicitare ai medici la volontà del congiunto di rinunciare alla donazione. Diversamente, varrà il principio del presunto consenso. «In questo modo potranno essere salvate molte più vite», ha aggiunto il ministro, convinta di poter (anche) così dare un taglio drastico alle liste di attesa per i trapianti.

TRAPIANTI E PRELIEVO DI ORGANI: COME FUNZIONA L'ACCERTAMENTO DI MORTE

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