Altre News

Donazioni e trapianti: Italia al «top» per innovazione e sensibilità

pubblicato il 18-02-2019

Oltre 1.600 le donazioni di organo registrate nel 2018, 3.718 i trapianti effettuati. Calano le liste di attesa per il rene. Ma al Sud ancora troppo alto il numero delle opposizioni

Donazioni e trapianti: Italia al «top» per innovazione e sensibilità

Nel complesso, il 2018 può essere considerato l'anno del consolidamento. Dopo il «boom» del 2017, l'anno appena trascorso è servito all'Italia per legittimare la sua leadership europea nel campo della donazione e del trapianto degli organi. Osservando ciò che rimane da fare, però, non può non balzare all'occhio la differenza (in alcuni casi molto vistosa) che esiste tra alcune regioni del Nord e altre del Sud, in materia di donazione (anche per ragioni di organizzazione) e di opposizioni. I due parametri, in maniera opposta, descrivono la sensibilità della popolazione in materia. A riguardo rimane da fare ancora abbastanza, se il numero dei «no» dei parenti di una persona che muore in Puglia è più che doppio rispetto al dato analogo registrato in Lombardia.


Una figlia dopo un trapianto di cuore? Si può (ecco come)

Una figlia dopo un trapianto di cuore? Si può (ecco come)

18-12-2018
ITALIA AI VERTICI PER INNOVAZIONE

Nel complesso, il rapporto presentato dal Centro Nazionale Trapianti conferma le indicazioni positive derivanti dal nostro Paese. Oltre trenta donatori ogni mille abitanti, liste d'attesa che calano per il rene e programmi innovativi che vengono copiati dagli altri Paesi. Il sistema dei trapianti italiano è un'eccellenza: questo non lo si può negare. «I dati relativi al 2018 consolidano le evidenze emerse l'anno precedente e confermano che il trend di crescita registrato negli ultimi quindici anni è il frutto anche di una  forte componente innovatrice», afferma Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti. Tra le diverse innovazioni registrate nell'anno appena concluso, ci sono stati l'inizio del programma per le catene di trapianti di rene e il consolidamento del programma di trapianti da donatori a riceventi Hiv positivi o la pubblicazione dei risultati degli studi sull'effetto dell'attività fisica sui trapiantati, basato su un database unico al mondo.

COME AUMENTARE LE PROBABILITA'
DI SUCCESSO DI UN TRAPIANTO?

AL SUD ANCORA TROPPE OPPOSIZIONI

Entrando nel dettaglio dei numeri, nel 2018 ci sono stati 1.680 donatori (1.370 gli organi utilizzati), rispetto ai 1.763 del 2017. Si tratta comunque del secondo dato più alto degli ultimi 25 anni. La regione più «generosa» si conferma la Valle d'Aosta (70 donatori per milione), seguita dalla Toscana (46,8 donatori per milione), dalla Provincia autonoma di Trento (40,8), dal Piemonte (34,8), dal Veneto e dalle Marche (30,6). In linea generale, la sensibilizzazione in materia di donazione di organi è più alta nelle regioni settentrionali. In coda si ritrovano infatti la Sicilia (8,7 donatori per milione), la Puglia (7,1) e il Molise (6,4). Dati confermati anche dal numero delle opposizioni, mediamente in crescita rispetto all'anno precedente (29,9 rispetto a 28,7 per cento) e più alte in Puglia (registrate nel 52,2 per cento dei decessi), Sicilia (47,4 per cento) e Campania (41,8 per cento). Al momento, nel nostro Paese, sono oltre 3,6 milioni le persone (vive) che hanno già dato la propria disponibilità al prelievo degli organi. Il 65 per cento delle dichiarazioni risultano registrate dai Comuni (le dichiarazioni di volontà alla donazione degli organi sono quasi raddoppiate, grazie al possibilità di registrare la propria scelta al rinnovo della carta d’identità elettronica), a seguire ci sono i dati a disposizione dell'Associazione Italiana Donatori di Organi (Aido) e delle Asl


OLTRE OTTOMILA PERSONE IN ATTESA DI UN ORGANO

Gli interventi effettuati sono stati nel complesso 3.718 (3.950 nel 2017), di cui 3.407 da donatore deceduto e 311 da vivente. I centri con i maggiori volumi sono stati l’ospedale Le Molinette di Torino (377), il policlinico di Padova (339) e l’azienda ospedaliero-universitaria di Pisa (199). L'intervento più effettuato è stato il trapianto di rene (2.117), seguito da quello di fegato (1.245), di cuore (243), di polmone (143) e di pancreas (41). Per quanto riguarda le liste d'attesa, che in totale hanno 8.713 pazienti, il sistema ha registrato un calo dei pazienti in quelle per il rene (da 6.683 a 6.545), mentre per gli altri organi sono sostanzialmente stabili. Nel dettaglio: ci sono 990 connazionali in attesa di un fegato, 716 di un cuore, 363 di un polmone e 247 di un pancreas.

«Donare midollo osseo? Ha cambiato in meglio la mia vita»

«Donare midollo osseo? Ha cambiato in meglio la mia vita»

29-10-2018
FOCUS SUI TESSUTI

Un altro paragrafo interessante del dossier è quello che riguarda la donazione e il trapianto dei tessuti (cornea, ossa, vasi, cute, valvole cardiache, membrana amniotica e tessuti endocrini). Nel 2018 la banca dati è stata arricchita da 13.482 nuovi donatori (tra di loro anche diverse persone che avevano autorizzato il prelievo di organi dopo il loro decesso), grazie ai quali è stato possibile effettuare 16.468 trapianti. Il dato, significativo, è però più basso rispetto a quello registrato nel 2017 (14.799). Il tessuto più donato si conferma la cornea (8.765), seguito dalle ossa (3.396), dai vasi (425), dalla cute (348), dalla membrana amniotica (318), dalle valvole cardiache (230), da isole pancreatiche e paratiroidi (104). Nella categoria rientra anche la donazione del midollo osseo. Sensibile, anche in conseguenza dell’eco avuta dalla storia del piccolo Alex, l’incremento dei potenziali donatori di cellule staminali emopoietiche: 37.835 nuovi iscritti al Registro nel 2018 (rispetto ai 25mila del 2017), per un totale che oggi ammonta a 421.441.

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza