Se ne è parlato dopo la morte di Fabrizio Frizzi, che nel 2000 si sottopose al prelievo delle cellule staminali del midollo osseo per salvare la vita a una bambina affetta da una leucemia e in attesa di un trapianto (oggi ha trent’anni e gode di buona salute). E tante domande sul come diventare donatori di midollo osseo sono giunte alla nostra redazione. Da qui è nata l’idea di stilare un piccolo vademecum di informazioni utili per chi sta prendendo in considerazione l’ipotesi di iscriversi al registro nazionale dei donatori di midollo osseo. Il testo è stato stilato in collaborazione con l'ematologa Letizia Lombardini, responsabile dell'area sanitaria del Centro Nazionale Trapianti.
Perché è importante iscriversi al registro dei donatori del midollo osseo?
Il trapianto di midollo osseo - si parla in genere di trapianto di midollo osseo, ma quelle che vengono trapiantate sono le cellule staminali emopoietiche che possono essere raccolte dal midollo osseo o dal sangue periferico - può rappresentare l’unica opzione terapeutica per i pazienti colpiti da talassemie, leucemie, linfomi, mielomi e, in alcuni casi, tumori solidi e malattie autoimmuni. Si tratta dunque di un gesto di solidarietà che può salvare una vita e che non compromette in alcun modo la salute dei donatori. Esistono tuttavia dei rischi minimi che raramente possono insorgere con la donazione: per esempio quelli collegati all’anestesia, in caso di raccolta di cellule staminali dal midollo osseo.







