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Influenza: picco a Capodanno, ma il virus sarà meno aggressivo

pubblicato il 01-12-2017
aggiornato il 24-05-2018

Già 467mila gli italiani colpiti dall'influenza. Meno aggressiva rispetto allo scorso anno, ma raggiungerà più persone

Influenza: picco a Capodanno, ma il virus sarà meno aggressivo

Il virus dell'influenza quest'anno è arrivato in anticipo. Risultato? Il picco, anziché a fine gennaio, arriverà intorno a Capodanno ma già oggi -sono i primi dati diffusi al congresso della SIMG, la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie- già 467 mila italiani sono stati colpiti dalla malattia. Una buona ed una cattiva notizia: il virus di quest'anno è meno potente. Per contro l'influenza coinvolgerà un numero maggiore di persone.

QUEST'ANNO PIU' CASI DI INFLUENZA

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«Nel 2017 in Australia - spiega Aurelio Sessa, responsabile della SIMG per l'area influenzale - il virus ha fatto registrare un 25% di casi in più rispetto all’anno precedente. L’esperienza ci insegna che queste tendenze tendono a ripetersi nel nostro emisfero dove la brutta stagione arriva dopo. Quindi anche in Italia e in Europa potremmo avere un vero e proprio boom di contagi. La scorsa stagione l’influenza ha interessato in totale oltre cinque milioni e trecentomila italiani e ha fatto registrare altrettante sindromi respiratorie acute».

COME DIFENDERSI DALL'INFLUENZA?

VACCINARSI PER PROTEGGERSI

Di fondamentale importanza, soprattutto nelle persone a rischio, è il vaccino antinfluenzale che può proteggere fino all’85% una persona adulta. Ma i suoi benefici sono riscontrabili non solo a livello individuale: più persone si immunizzano, maggiore sarà il contenimento del virus. «La campagna vaccinale contro l’influenza - spiega Claudio Cricelli, presidente della Simg - ha avuto nelle prime settimane un buon riscontro tra la popolazione. In molti dei nostri studi e ambulatori le scorte vaccinali sono esaurite nel giro di pochissimi giorni. Potrebbe essere una prima dimostrazione di una ritrovata e rinnovata fiducia dei cittadini verso questi importantissimi presidi sanitari salvavita, dopo anni di inspiegabile diffidenza».

CHI DEVE FARE IL VACCINO?

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I MEDICI DEVONO DARE L'ESEMPIO

La diffidenza, purtroppo, è dovuta anche al cattivo esempio dei medici. Al congresso SIMG i vertici non usano giri di parole: «attualmente - spiega Ovidio Brignoli, vice presidente della Simg - meno del dieci per cento dei camici bianchi italiani si vaccina regolarmente contro l’influenza. Quest’anno le autorità sanitarie del Regno Unito hanno approvato una nuova legge che obbliga i medici che non si vaccinano a giustificare in modo dettagliato i motivi della loro scelta. Come Società chiediamo che anche il Ministero della Salute adotti al più presto un provvedimento simile». Una questione di salute e di portafoglio: «oltre agli indubbi vantaggi per la salute - spiega Cricelli - non va dimenticato come grazie ai vaccini possiamo ottenere importanti risparmi economici per tutta la collettività. L’influenza, infatti, ogni anno comporta costi indiretti quantificabili in 1,6 miliardi ad ogni stagione».  

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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