Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Altre News

L'ecografia è a domicilio o al letto del malato

pubblicato il 27-11-2012
aggiornato il 16-01-2017

A Bologna si sperimentano ecografie eseguite con ecografi miniaturizzati. Esami rapidi, accurati e diagnosi in tempo reale

L'ecografia è a domicilio o al letto del malato

A Bologna si sperimentano ecografie eseguite con ecografi “miniaturizzati”. Esami rapidi, accurati e diagnosi in tempo reale

Si estende il metodo di fare ecografia. Oltre alle tecniche tradizionali, in futuro gli esami saranno eseguiti direttamente dal medico, al letto del paziente ricoverato o al domicilio, grazie ad apparecchi sempre più piccoli, le cui dimensioni variano fra quelle di un computer portatile, un tablet o uno smartphone. Questa è la promessa degli esperti, riunitisi di recente a Roma in occasione del 113° Congresso della Società Italiana di Medicina Interna (Simi), che hanno presentato prototipi dell’innovativa strumentazione.

IL MINI ECOGRAFO - Non sarà più necessario, dunque, chiedere a pazienti allettati o che non possono essere spostati facilmente di recarsi in strutture sanitarie dedicate o di fare lunghe ore di attesa per eseguire indagini diagnostiche standard. A pensarci sarà direttamente il medico, durante la visita, grazie ad uno speciale “mini” ecografo che consentirà di individuare in tempo reale la causa di disturbi che possono colpire collo, torace, cuore e addome. «L’innovative apparecchiature saranno di ridotte dimensioni, portatili e maneggevoli – spiega Vincenzo Arienti, direttore del Reparto di Medicina Interna dell’Ospedale Maggiore di Bologna e del Centro di Ricerca e Formazione in Ecografia- e permetteranno di rilevare, con accuratezza e tempestività, ad esempio un versamento pleurico, semplicemente appoggiando la sonda sul torace, o di discernere fra una colica biliare o renale in presenza di dolori addominali ». Lo strumento è adatto anche in caso di gonfiore agli arti per evidenziare una possibile trombosi venosa. Se il nuovo dispositivo ecografico entrasse nella normale pratica clinica si avrebbe l’annullamento dei tempi di attesa per eseguire l’esame, un risparmio di risorse (fino al 70% dei costi di assistenza sanitaria) e dei tempi di degenza. «Ma non solo. Il beneficio ricadrebbe soprattutto sul paziente – continua Arienti - che, senza esporsi a inutili radiazioni, potrebbe avere una diagnosi immediata e iniziare subito una terapia mirata o, nei casi più seri, essere ricoverato».

LE ASPETTATIVE – La sperimentazione con il “mini” ecografo è già in corso presso la struttura bolognese. «Siamo fra i primi in Europa – conclude Arienti – a utilizzare questo dispositivo per eseguire le ecografie a vantaggio di diagnosi sempre più precoci e una migliore selezione dei pazienti da avviare all’ecografia di II livello e non ultimo una motivazione del personale». Per ora l’utilizzo diagnostico è riservato ai medici, ma a Bologna anche gli infermieri impiegano già i “mini” ecografi nelle sale operatorie, nei reparti di dialisi, di rianimazione per rilevare gli accessi venosi, valutare il corretto posizionamento del catetere vescicale o controllare la posizione del feto.  

Francesca Morelli


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza

Da non perdere

News dalla Fondazione Eventi Iniziative editoriali Il meglio dai Blog Video