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L'esperto risponde

Essere vaccinati per lo pneumococco protegge dal Coronavirus?

pubblicato il 23-03-2020

La vaccinazione antipneumococcica protegge soltanto dalle polmoniti batteriche. Chi si è vaccinato deve comunque rispettare le indicazioni per prevenire il contagio dal Coronavirus

Essere vaccinati per lo pneumococco protegge dal Coronavirus?

Ho 82 anni, soffro di Bpco e nel 2019 ho effettuato la profilassi vaccinale antipneumococcica. Questo mi offre una protezione in più rispetto al Sars-CoV-2? 

Guido L. (Pistoia)

Sono un uomo di 72 anni: è opportuno sottoporsi alla profilassi antipneumicoccica in periodo di epidemia Covid-19 o è preferibile rimandare l'appuntamento?

Angelo R.

 

Risponde Christian Russo, dirigente medico dell'unità operativa complessa di pneumologia dell'ospedale Cardarelli di Napoli

Lo Streptoccocco Pneumoniae (o Pneumococco) è il batterio responsabile della maggior parte delle polmoniti batteriche rilevabili nella popolazione adulta. I principali fattori di rischio associati all'infezione da pneumococco sono: l'età superiore a 65 anni e la compresenza di malattie croniche soprattutto respiratorie (come la Bpco), cardiovascolari (cardiopatia ischemica) e metaboliche (diabete mellito).


Per tale ragione, in questi soggetti, è fortemente raccomandata l'esecuzione della vaccinazione antipneumococcica. Questa strategia profilattica ha un'efficacia protettiva - documentata dal 2003 grazie a uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine - che si manifesta con la riduzione della gravità del quadro clinico in caso di contagio e della mortalità delle persone immunocompetenti (non invece quelle immunodepresse). Motivo per cui, considerando che non pone di fatto alcun problema di tollerabilità, benissimo ha fatto a sottoporsi alla vaccinazione, che la proteggerà almeno per i prossimi cinque anni.  

 
Il Sars-CoV-2 è invece un virus appartenente al genere Coronavirus. Isolato per la prima volta in Cina nel 2019, nelle persone infette è causa di quadri clinici che spaziano da forme similinfluenzali autolimitanti (nella maggior parte dei casi) a polmoniti interstiziali (profondamente diverse da quelle polmoniti batteriche) che necessitano di un'osservazione ospedaliera in reparti ordinari o, nei casi in cui compaia un'insufficienza respiratoria severa, in terapia intensiva. Queste ultime forme sono gravate da un più alto tasso mortalità, soprattutto (ma non solo) in persone anziane o affette da altre malattie croniche.


A oggi, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino una capacità del vaccino antipneumococcico (e nemmeno di quello per l'influenza stagionale) di proteggere l'individuo dall'infezione da Coronavirus. Anche nel suo caso - l'indicazione è valida per tutte le persone sottopostesi alla vaccinazione antipneumococcia - vale pertanto il consiglio ad attenersi in maniera scrupolosa alle indicazioni riportate negli ultimi provvedimenti del Governo. Il distanziamento sociale, la corretta igiene delle mani, l'uso della mascherina nei negozi o se a contatto con persone contagiate (assieme alle altre indicazioni fornite dal Ministero della Salute) rappresentano le uniche possibilità che abbiamo di ridurre il rischio di contagio.


Venendo alla seconda domanda, nessun problema nell'effettuare la vaccinazione nel corso dell'epidemia. Vi è però sempre la necessità di limitare le uscite. Se ha già l'appuntamento, dunque, può tranquillamente rispettarlo. Diversamente, contatti la struttura a cui dovrà rivolgersi per valutare insieme il da farsi.



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