Chiudi
Neuroscienze
Redazione
pubblicato il 28-10-2011

L'umore di mio marito mise in crisi il nostro matrimonio. Poi...



Aggiungi ai preferiti

Registrati/accedi per aggiungere ai preferiti

Pensavo fosse solo il suo brutto carattere, invece era un problema medico, che aveva un nome ("stati misti") e, per nostra fortuna, una cura

L'umore di mio marito mise in crisi il nostro matrimonio. Poi...

Non credevo neanche che si trattasse di un problema medico. Mi capitò di parlarne con la mia dottoressa di base, con la quale ho un buon rapporto, a lamentarmi. «Mio marito è sempre così nervoso, non ne posso più. Non si può dir niente che alza sempre la voce. Un esempio dei più piccoli: è lì col cappotto che sta per uscire. Se mi scappa di chiedere: esci?, lui subito irritato: e non lo vedi? Cosa pensi che faccia? »

Questo accadeva di continuo, ormai avevo paura ad aprir bocca. Ed erano, poi, vere scenate se, che so, arrivava a casa e non era già pronto in tavola o se non avevo lavato un pullover (dei suoi cento!) che proprio quel giorno voleva mettere.

Da un lato mio marito non era sempre stato così e dall’altro, anche allora, se era in un giorno – o in una mezza giornata - di buona, tornava a essere facile alla battuta, ad avere dei gesti  affettuosi, ma ormai da tempo questi erano più ricordi che realtà quotidiana.

La dottoressa mi fece alcune domande, mi disse di mandare mio marito da lei con la scusa che voleva rivedere gli ultimi esami  fatti e gli prescrisse uno degli psicofarmaci che si dicono «di nuova generazione» e che, come lei mi spiegò poi, sono praticamente privi di effetti collaterali. So il nome (benedetto!), ma so che non si può dirlo in una pubblica testimonianza.

Beh, il risultato dopo appena una decina di giorni fu che mi son ritrovata dall’inferno al paradiso! Non esagero. Da lui non più scatti di nervosismo, non tensione continua, per me poter aprir bocca senza paura e parlare con lui di questo e quello, da cose leggere ad altre problematiche. Ripeto: dall’inferno al paradiso.

Tornai apposta dalla mia dottoressa e lei mi disse, ridendo: «Non mi stupisco, quelle pastiglie lì io le chiamo salva-matrimoni». Poi più seriamente mi spiegò che mio marito soffriva di un disturbo dell’umore, detto «stati misti», che è facile confondere con il carattere di una persona: lui è fatto così, è un tipo sempre nervoso... A saper guardar bene, invece, il medico accorto arriva a una diagnosi.

A quel punto mi restava da sapere: primo, come mai aveva fatto a convincere mio marito a prendere quelle pastiglie, secondo, come era riuscita a fargli confessare il suo nervosismo che lui negava (irritatissimo).

La dottoressa è stata sul vago: «L’ho portato a parlare del lavoro, dello stress della vita d’oggi, poi gli ho raccomandato una medicina, leggera leggera, ma che lo avrebbe fatto sentire meglio». Brava!

Alla fine però, visto che era tornato malleabile, ho raccontato la verità a mio marito, gli ho detto che quello che prendeva è uno psicofarmaco: è rimasto un po’ interdetto, poi ha cominciato a dire che si sentiva meglio internamente, più tranquillo e più ponderato nelle scelte nel lavoro. Prima, dice, c’era sempre un qualcosa dentro che lo incalzava. Sono stata felice di queste sue ammissioni. E adesso la mattina, quando sta per fare colazione, per prima cosa mi chiede: «Ehi, dammi qua la pastiglia per i matti». Ma la prende.

Antonietta U., Ravenna

Il parere dell'esperto: Tra esaltazione e depressione, cosa sono gli «stati misti» in psichiatria


Articoli correlati


In evidenza

Torna a inizio pagina