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Oncologia

Fumo sorvegliato speciale per i tumori del fegato

pubblicato il 06-12-2011
aggiornato il 20-06-2017

Finora considerato marginale, l’uso di tabacco emerge in stretta associazione all’epatocarcinoma in uno studio sui tumori in Europa. Non ci sono prove di causalità. Gli esperti: «Per ora, è un motivo in più per smettere»

Fumo sorvegliato speciale per i tumori del fegato

E’ il fumo un elemento legato ai tumori del fegato finora più sottovalutato. In Europa i casi di malattia associati alla dipendenza dal tabacco, infatti, superano quelli associati al virus dell’epatite. Ciò non significa, avvertono gli esperti, che l’abitudine al fumo sia di per sé causa del carcinoma epatico (non ci sono dati scientifici che lo dimostrino), ma che va considerata con più attenzione e che soprattutto chi ha già altri fattori di rischio deve dire addio alla sigaretta.

PIU’ FUMATORI CHE PORTATORI DI EPATITE? – Sull’edizione online del Journal of the National Cancer Institute sono apparsi i risultati di uno studio sul tumore del fegato in Europa, che ha cercato di capire quale sia l’impatto sulla casistica di ciascuno dei fattori di rischio già noti: fumo, obesità e abuso di alcolici, oltre alle infezioni croniche da epatite B e C, il cui nesso causale con la malattia tumorale è noto da alcuni decenni. Il dato nuovo emerso dall’indagine è appunto che ci sono più fumatori che portatori di epatite fra gli Europei affetti da epatocarcinoma.

LA RICERCA - Gli autori dello studio, ricercatori dell’Harvard School of Public Health, hanno attinto all’ampio bacino di dati dello studio Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), avviato per studiare il ruolo di dieta, ambiente, stili di vita e biologia nell’insorgenza di tumori e altre patologie. L’esito è stato che il 47,6% dei casi di carcinoma epatocellulare era associato al fumo di tabacco, il 20,9% all’epatite C, il 16,1% all’obesità, il 13,2% all’epatite B e il 10,2% all’assunzione eccessiva di alcol. La riflessione a cui giungono gli autori è che «uno dei tumori più letali è in larga parte prevenibile, stando alle attuali conoscenze».

UN'ALTRA RAGIONE PER SMETTERE - Come sottolineato in un editoriale di commento allo studio, è bene essere cauti sulle conclusioni da trarre: diversi altri studi hanno rilevato l’esistenza di un’associazione fra fumo e tumore del fegato, ma non ci sono prove che il fumo sia un fattore di rischio di per sé. «Dovremmo consigliare ai nostri pazienti che hanno altri fattori di rischio per carcinoma epatocellulare di smettere di fumare – commentno gli editorialisti -. Naturalmente, ci sono molte altre ragioni per dire basta al fumo. Questa è una in più».

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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