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Oncologia

La sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare?

pubblicato il 22-12-2014
aggiornato il 08-02-2017

Pubblicata la prima revisione di studi sull'argomento. Può essere utile se non ad azzerare almeno a ridurre il numero di sigarette. Ma è presto per consigliarne l'uso

La sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare?

 

Più della metà dei fumatori l’ha provata, in molti casi per provare a smettere o almeno diminuire il numero delle sigarette fumate. La sigaretta elettronica aiuta a smettere o è soltanto un diverso modo di essere dipendenti dalla nicotina? E’ la domanda che si pongono anche i ricercatori e, anche se i dati disponibili sono ancora pochi, qualche risposta inizia ad arrivare. E’ appena stata pubblicata la prima revisione di studi dedicata alla sigaretta elettronica da parte della Cochrane Collaboration, un’organizzazione indipendente di scienziati che riesamina la letteratura esistente per tirare le somme su un dato argomento.

 

L'ANALISI

Sono stati inclusi 13 studi, di cui due, uno italiano e uno neozelandese, hanno confrontato sigarette elettroniche con nicotina con quelle senza nicotina. Lo studio italiano (condotto dagli esperti dell’Università di Catania) ha preso in cosiderazione fumatori che non avevano intenzione di smettere presso un centro antifumo, l’altro invece ha studiato fumatori che partecipavano a un programma di un cessazione dal fumo e ha confrontato anche l’efficacia dei cerotti alla nicotina. Il responso è parzialmente positivo e indica che i dispositivi elettronici contenenti nicotina possono dare una mano a dire addio al tabacco o perlomeno a ridurne il consumo. Negli studi esaminati circa 9 “svapatori” su 100 sono riusciti a smettere di fumare sigarette per un periodo fino a un anno, 4 su 100 fra coloro che hanno usato dispositivi senza nicotina. E fra chi non ha smesso, uno su tre ha dimezzato il numero di sigarette fumate.

 

IL COMMENTO

Abbiamo chiesto un parere a Giulia Veronesi, direttore dell’unità di Ricerca Diagnosi precoce e prevenzione del tumore polmonare dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (Ieo). «Entrambi gli studi esaminati confermano il ruolo della sigaretta elettronica per smettere di fumare o comunque ridurre il numero di sigarette – commenta -. Inoltre non fanno emergere dati allarmanti sul piano della sicurezza (nel breve periodo, uno o due anni). In più, lo studio italiano ha preso in considerazione un beneficio clinico obiettivo, la riduzione dei sintomi respiratori (tosse, catarro, dispnea) in forti fumatori non intenzionati a smettere.

E’ un aspetto importante, che rafforza i risultati sul piano scientifico. La Cochrane dà un contributo notevole per iniziare a sciogliere la diatriba sulle sigarette elettroniche. E’ ormai chiaro che sostituire il fumo di tabacco non può che portare beneficio. Gli studi condotti finora sulle sigarette elettroniche non hanno rilevato sostanze tossiche in concentrazioni tali da nuocere alla salute e, in ogni caso, in misura neanche paragonabile al danno delle sigarette tradizionali. Anche se va detto che il livello di evidenza non è ancora tale da proporla come strumento convalidato per smettere di fumare».

Il lavoro dei ricercatori va avanti. «All’Istituto Europeo di Oncologia stiamo confrontando due tipi di sigaretta elettronica, con e senza nicotina, su forti fumatori. Lo studio, condotto insieme agli esperti di scienze cognitive dell’Università statale di Milano (Gabriella Pravettoni e Claudio Lucchiari) viene fatta in doppio cieco: vale a dire che nè il fumatore nè l’operatore che fornisce il dispositivo sanno se contiene nicotina. C’è poi anche il confronto con un gruppo di controllo, fumatori che seguono un protocollo standard di counseling senza sostitutivi della nicotina nè sigaretta elettronica. Infine, tutti i partecipanti sono coinvolti in un piano di screening dei tumori del polmone con Tc a basso dosaggio».

LA SIGARETTA FAI DA TE E' MENO DANNOSA DI QUELLA TRADIZIONALE? 

 

I DATI CHE MANCAN

In conclusione, servono altri dati sulla sicurezza e sull’efficacia del fumo elettronico rispetto alle terapie sostitutive approvate dai medici, come gomme e cerotti alla nicotina. Ed è evidente che chiunque valuti l'opportunità di ricorrere alle sigarette elettroniche perchè intende seriamente liberarsi dalla dipendenza dal tabacco deve discuterne con un medico in un centro antifumo. Ciò che conta è non dimenticare la durissima lotta quotidiana di tanti fumatori che non riescono a smettere.


@donatellabarus

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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