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Pediatria

Vaccini per l'accesso a scuola: quelli obbligatori saranno 10

pubblicato il 06-07-2017
aggiornato il 10-07-2017

Da 4 a 10 i vaccini obbligatori per accedere a nido, asilo e scuola dell'obbligo. Una misura necessaria dovuta al progressivo calo della copertura vaccinale nel nostro Paese

Vaccini per l'accesso a scuola: quelli obbligatori saranno 10

Dieci. E' questo il numero di vaccinazioni che diverranno obbligatorie per potersi iscrivere ai nidi e alle materne o per non essere sanzionati nel caso si frequenti la scuola dell'obbligo. E' quanto ha stabilito la Commissione Sanità del Senato valutando gli emendamenti presentati al Decreto Lorenzin che prevedeva -inizalmente- l'obbligatorietà per 12 vacciniAnti meningococco C e B non saranno più necessari per iscriversi a scuola ma verranno proposti attivamente dalle Asl alle famiglie insieme all'anti pneumococco e all'anti rotavirus. Tutte le altre saranno obbligatorie.

 

 

COSA SIGNIFICA VACCINO OBBLIGATORIO?

Nel nostro Paese l’obbligo vaccinale è una misura nata circa cinquant’anni fa a fronte di malattie che avevano causato migliaia di morti in età pediatrica. Con il passare del tempo sono stati sviluppati nuovi vaccini ma la lista delle vaccinazioni obbligatorie è rimasta inalterata causando, di fatto, la suddivisione in vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. In entrambe i casi questi strumenti vengono forniti attivamente e gratuitamente dalle Asl. Sino ad oggi in Italia l’obbligo ha riguardato solo 4 vaccini, ovvero quelli contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B. Un'anomalia del tutto burocratica legata ad una classificazione obsoleta dovuta alla mancanza di un aggiornamento della parte legislativa. Non è un caso che il vaccino contro il morbillo, strumento principe della strategia di eliminazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l'eradicazione della malattia, sino ad oggi sia stato considerato "raccomandato" e non "obbligatorio".

 

 

I VACCINI OBBLIGATORI PASSANO DA 4 A 10

L’alto livello di copertura vaccinale osservato in Italia fino al 2012, per le vaccinazioni oggetto di programmi nazionali ed in maniera più evidente per le vaccinazioni obbligatorie, ha determinato un significativo decremento dell’incidenza delle malattie prevenibili da vaccinazione e all’eliminazione di polio e difterite. A partire dal 2013 si è purtroppo registrato un progressivo e inesorabile trend in diminuzione del ricorso alle vaccinazioni -sia obbligatorie che raccomandate- che ha determinato una copertura vaccinale al di sotto del 95%. Una diminuzione così forte che ha portato negli anni ad un ritorno di malattie che dovevano essere prossime all'eradicazione come nel caso del morbillo. A fronte di questa progressiva diminuzione della copertura vaccinale il Ministero della Salute ha deciso di mettere mano alla lista dei vaccini obbligatori innalzandone il numero. Dei 12 proposti l'ultimo voto in Commissione Salute ha decretato che quelli obbligatori saranno 10, ovvero quelli contro poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella. Quest'ultima solo per i nati dal 2017 in poi. 

 

QUATTRO I VACCINI FORTEMENTE CONSIGLIATI

Accanto a quelli obbligatori rimane ancora la categoria di quelli raccomandati offerti attivamente e gratuitamente dalle Asl. In particolare si tratta di quelli contro il meningococco C e B (inizialmente inseriti tra gli obbligatori prima della decisione della Commissione Sanità) e di quelli contro il rotavirus e lo pneumococco. Dunque saranno 14 i vaccini offerti gratuitamente ma quelli obbligatori serviranno necessariamente per potersi iscrivere al nido, alle materna e per non essere sanzionati nel caso si frequenti la scuola dell'obbligo, ovvero fino ai primi due anni delle scuole superiori.

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito di Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano – con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi- ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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