Al primo posto, come voce di spesa e volume di consumi, ci sono i farmaci più utilizzati per la prevenzione dei disturbi cardiovascolari: come gli Ace-inibitori, i sartani (ipotensivi) e le statine (abbassano i livelli di colesterolo Ldl). La novità, invece, sta nel piazzamento sul secondo gradino del podio degli antitumorali. Cala il consumo di antibiotici (-3%), ma ancora troppo poco per poter contrastare il problema della resistenza.
Sono queste le principali conclusioni che emergono dal rapporto redatto dall’Osservatorio sull’impiego dei medicinali (OsMed) dell’Agenzia Italiana del Farmaco, presentato stamane a Roma.
UNA SPESA CHE SFIORA I 27 MILIARDI
Il documento rendiconta la spesa farmaceutica convenzionata, a livello nazionale e regionale, basandosi sull’elaborazione di oltre cinquecento milioni di ricette prescritte dai medici di medicina generale. Dalle 522 pagine del dossier emerge che lo scorso anno sono stati quasi 27 i miliardi spesi lungo la Penisola per l’acquisto di 1,9 miliardi di confezioni di farmaci: lo 0,7% in più rispetto al 2013. Nello specifico, il 69,8% dei medicinali è stato erogato a carico del Servizio sanitario nazionale. Costo pro capite: 438 euro. In media, a livello individuale, è come se ogni italiano avesse consumato 1,7 dosi di farmaco al giorno. Un dato rilevante, visto che molti non fanno uso di farmaci e di conseguenza c’è anche chi raggiunge livelli più alti rispetto alla media.






