A fronte di una maturata consapevolezza circa il ruolo che la digitalizzazione può giocare in sanità, tanto nella erogazione di nuovi modelli di cura quanto in favore della sostenibilità del Servizio Sanitario, l’Italia mostra ancora un quadro di arretratezza. Appaiono insufficienti gli investimenti in sanità digitale da parte del sistema pubblico e privato. E poco digitale risulta la gestione del paziente cronico, e più in generale dei cittadini.
LE TANTE FACCE DEL DIGITALE IN CORSIA
Nelle malattie croniche, di cui soffre il 40 per cento degli italiani, la digitalizzazione è un tema di primo piano quando si ragiona in termini di programmazione degli interventi sociosanitari. L'argomento è divenuto particolarmente sentito in occasione del quarantennale del servizio sanitario italiano, un momento per riflettere su temi quali l'equità, l'uguaglianza e l'universalismo delle cure. «L’innovazione digitale rappresenta l’elemento utile a colmare il divario tra bisogni e risorse», ha affermato Paolo Locatelli, responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, durante un evento sul tema organizzato a Roma da Fondazione Roche. «L’innovazione digitale rappresenta l’elemento utile a colmare il divario tra bisogni e risorse e può essere utilizzata nei processi di rinnovamento organizzativo e tecnologico, nel coinvolgimento dei pazienti e dei cittadini nell'ottica di tutelare la loro salute e nello sviluppo delle competenze degli operatori sanitari».







