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Oncologia

Il cancro? Non sparirà. Serve un'«alleanza» per la diagnosi precoce

Bilanci e prospettive, nella giornata mondiale contro il cancro. Nel 2018 «scoperti» 18 milioni di malati in tutto il mondo. Serve potenziare la diagnosi precoce per salvare più vite

Ogni anno, soprattutto in questo giorno, la domanda che riecheggia è sempre la stessa. Ci sarà un giorno in cui il cancro scomparirà da questa terra? Pur senza addentrarsi nelle caratteristiche dei tumori, molti dei quali tra loro diversi, la risposta al quesito è negativa. Ma questo non vuole e non deve essere un invito alla rassegnazione. Di cancro ci si ammala più che in passato. Ma è vero anche che cresce il numero di persone in grado di vivere oltre la malattia. La sfida che viene lanciata oggi - nella giornata mondiale dedicata alle malattie oncologiche - è quella di rendere i tumori superabili o comunque malattie con cui è possibile convivere. Per farlo, occorre però potenziare quella rete di servizi che accorciano i tempi della diagnosi. Molti tumori possono essere gestiti e finanche curati, a patto che vengano rilevati e trattati il prima possibile. Individuare un tumore a uno stadio iniziale rappresenta una delle opportunità più ghiotte per ridurre l'impatto di queste malattie a tutte le latitudini.

LA DIAGNOSI PRECOCE SALVA LA VITA

«Io sono e io farò» - il tema scelto per il World Cancer Day 2019 - sta a sottolineare proprio l'opportunità che ogni individuo dovrebbe avere di sottoporsi a uno screening mirato alla diagnosi precoce di un tumore. Il messaggio, che non esclude l'impatto che la prevenzione ha nel ridurre la portata delle malattie oncologiche, punta naturalmente a raggiungere la comunità. E, nello specifico, coloro che si occupano di sanità pubblica e che, alla luce di questo richiamo, hanno il dovere di agevolare l'accesso dei pazienti a questi percorsi (ove già presenti) o di metterne a punto ad hoc. D'altra parte, ripensando ai 18 milioni di cittadini del mondo che nel 2018 si sono ammalati di cancro, poco meno di un terzo (cinque milioni) avrebbe potuto intraprendere un percorso di cure più efficace se solo fossero stati trattati in maniera più precoce. Al resto proverà a pensarci la comunità dei ricercatori che, con le dovute differenze tra le singole neoplasie, lavora ogni giorno per mettere a punto strumenti in grado di scovare un tumore in un fase «pre-clinica».

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