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Un piccolo passo avanti verso l’insulina per bocca

Insulina. Addio aghi. In futuro potremo assumerla per via orale

Un piccolo passo avanti verso l’insulina per bocca

La notizia è di questi giorni: un’azienda israeliana avrebbe ottenuto buoni risultati iniziali con una capsula di insulina; un primo passo insomma nella direzione della somministrazione dell’ insulina per bocca, anziché per iniezione.

L’insulina è un ormone essenziale per il nostro organismo. E’ il chiavistello necessario affinché gli zuccheri possano entrare nelle cellule ed essere utilizzati per produrre l’energia necessaria alle funzioni del nostro organismo. Quando non viene più prodotta, così come avviene nel diabete tipo 1, quello che più frequentemente colpisce i bambini e i giovani adulti, l’unica soluzione è quella di somministrarla dall’esterno, attraverso iniezioni nel tessuto sottocutaneo. Una terapia ‘scomoda’ e comunque preziosa, visto che ha garantito alle tante persone con diabete non solo la sopravvivenza, ma anche la conquista di uno stato di salute non dissimile da quello delle persone senza la malattia.  Ciò non toglie che, il ricorso a vie di somministrazione alternative all’iniezione, verrebbe vista da tutti come un netto miglioramento della qualità di vita.

L’assunzione per bocca dell’insulina non è possibile perché l’ormone viene degradato dai succhi gastrici. Quindi, è comprensibile come la notizia che una capsula di insulina abbia superato una prima fase di valutazione, susciti tanto interesse e curiosità. Va però precisato che la capsula di insulina messa a punto dai ricercatori israeliani ha superato per ora solo la prova della sicurezza, peraltro in uno studio breve (2 settimane). Dovrà affrontare adesso la prova più difficile, dimostrare cioè la sua efficacia clinica, cioè di riuscire ad ottenere un buono controllo della glicemia, stabile e con basso rischio di crisi ipoglicemiche.

Ciò detto, sembra improbabile che la capsula possa, almeno per ora, sostituire l’insulina per via iniettiva. Quest’ultima via di somministrazione ha peraltro il vantaggio di poter essere modulata, con grande precisione, sulla base delle esigenze dell’organismo. Al contrario, la capsula ORMD-0801 nasce, nelle intenzioni stesse dell’azienda che la sta sviluppando, come una terapia aggiuntiva nelle fasi precoci del diabete tipo 2, dove l’insulina somministrata per bocca potrebbe andare a integrare quella ancora prodotta dall’organismo.

Ben più problematico appare poi l’impiego dell’insulina per via orale nel diabete tipo 1, condizione nella quale la produzione di insulina da parte dell’organismo è praticamente azzerata e dove, quindi, la terapia sostitutiva deve essere in grado di soddisfare i bisogni dell’organismo nelle varie fasi della giornata.

Per una verifica delle reali possibilità della capsula, dobbiamo quindi attendere i risultati di studi compiuti su un maggior numero di persone con diabete sia di tipo 1 che di tipo 2 e, soprattutto, per un periodo più lungo.

Quella della capsula non è comunque la sola via alternativa che la ricerca sta esplorando. Altre potenziali vie di somministrazione dell’insulina, alternative a quella iniettiva, sono quelle che sfruttano le vie respiratorie, oppure altre mucose come quella orale o nasale, la via transcutanea con applicazioni di ‘cerotti’ a base di insulina e altre ancora.

In attesa che queste soluzioni offrano una maggior facilità d’uso, vale la pena fare mente locale sull’esperienza che abbiamo acquisito in 90 anni di terapia insulinica. Una terapia iniettiva che ha saputo evolversi nel tempo, per dare una sempre maggiore flessibilità di gestione della vita quotidiana della persona con diabete.



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