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La pazienza dei sassi: raccontare il tumore di un genitore

Un albo per bambini esplora le emozioni di una famiglia che affronta la malattia che ha colpito la mamma

La pazienza dei sassi: raccontare il tumore di un genitore

Un albo illustrato che è prima di tutto un’autobiografia. L’autrice dei testi, la giornalista Ierma Sega, ha vissuto in prima persona la malattia oncologica, un tumore al seno. «La telefonata dall’ospedale mi è arrivata il giorno del nono compleanno di mio figlio Luca - racconta l’autrice -  e subito il mio primo pensiero è stato: come dirlo ai miei bambini?». L’autrice si è resa conto che la lettura avrebbe rappresentato una chiave privilegiata per affrontarlo in famiglia, ma non era riuscita a trovare un libro adatto, che parlasse ai bambini nel modo giusto ma senza nascondere niente della realtà. E ha deciso di scriverlo lei: «La pazienza dei sassi».

La narrazione si snoda proprio attraverso la voce di Luca e i protagonisti sono la stessa autrice e la sua famiglia. Il libro è costruito partendo da una scelta non consueta per un albo illustrato destinato a bambini: ambientare la scena in un unico spazio, un grande e colorato divano dove la protagonista appare, spesso distesa, in tute le fasi della malattia. Gli unici cambi di ambiente portano il lettore in un altro luogo «insolito»: l’ospedale, la stanza delle infusioni per la chemioterapia e addirittura un lettino per radioterapia, senza paura di mostrare la fragilità associata a quei momenti.

Le immagini evocate dalle illustrazioni sono sempre simili: il grande divano rosso su cui si alternano, insieme alla mamma, gli altri membri della famiglia (i figli, il marito, i due gatti e i pesciolini rossi), eppure sempre diverse. Cambiano gli oggetti e le azioni che si svolgono in quello che, per il periodo delle cure e della convalescenza, è diventano il nuovo centro pulsante del nucleo familiare. Il rischio che la narrazione risulti monotona è stato scongiurato, oltre che dalla fluidità del testo, dal lavoro dell’illustratrice, che attraverso l’uso di colori accesi e dell’attenzione al dettagli ha saputo restituire non solo la serietà del tema ma anche la spensieratezza di una vita familiare che vuole vivere nella normalità, pur convivendo con la malattia.

Quattro sassi, posizionati sul tavolino di fronte al divano, diventano la rappresentazione dell’intera vicenda: immobili, (apparentemente) immutabili ma resistenti , si “trasformano» in altrettante piantine, floride e vive, alla conclusione di ogni tappa nel processo di cura. Un’insolita ma molto azzeccata metafora del percorso, esemplificata anche dal titolo. Quell’essere paziente che include un doppio significato: paziente in quanto colpito da una malattia, e paziente in quanto dotato di quella resilienza necessaria a superare il tempo e le fatiche che le terapie richiedono.

La conclusione, infine, non può che essere un messaggio di speranza e di futuro, carico di consapevolezza per un viaggio che potrà essere talvolta piano, talvolta impervia ma in cui ci si lancia con rinnovato ottimismo e voglia di vivere.

 

Ierma Sega e Michela Molinari

LA PAZIENZA DEI SASSI

Il prato edizioni, 48 pagine, 20 euro

 

Chiara Segré



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