Dona ora
Oncologia

Rischio di tumore: un nemico è la sedentarietà prolungata

Il tempo ininterrotto trascorso stando fermi è associato a un aumento del rischio oncologico. Ma l'effetto si può spezzare

C’è una relazione fra il rischio di cancro e il tempo trascorso in sedentarietà, ed è una relazione di proporzionalità diretta. Ovvero più si sta fermi, seduti o sdraiati nelle ore diurne, e più aumenta il rischio oncologico. Ma per ogni ora in più di attività al giorno il pericolo diminuisce. Lo ha rilevato uno studio condotto su oltre 91.000 volontari adulti monitorati per anni e pubblicato sulla rivista PLOS Medicine.

L’INDAGINE

I ricercatori volevano capire se e come cambia la probabilità di ammalarsi e morire per un tumore in presenza di sedentarietà prolungata e ininterrotta, o di periodi di tempo sedentario più brevi e interrotti più spesso. Per farlo, hanno attinto al bacino della UK Biobank, uno studio popolazione che nel Regno Unito coinvolge oltre mezzo milione di volontari fra i 37 e i 73 anni. Hanno identificato 91.292 partecipanti senza una storia di malattia tumorale e per i quali fossero disponibili dati di monitoraggio tramite un accelerometro (uno strumento portabile che registra i movimenti) per una settimana ininterrotta. Andando a rilevare poi i dati sui diagnosi e decessi per tumore negli anni (in media oltre 12), hanno rilevato che:

  • Ogni ora in più di sedentarietà prolungata era associata a un +10% di rischio di morte per tumore
  • Ogni ora in più di sedentarietà interrotta era associata a un -19% di rischio.
  • Il rischio oncologico è parso diminuire con un cambiamento delle abitudini, sostituendo il tempo sedentario con attività fisica, anche solo mezz’ora al giorno.

Come raccontato dai ricercatori, la sedentarietà prolungata (periodi di almeno 30 minuti in cui si sta fermi almeno il 90 per cento del tempo) è risultata legata a una probabilità più alta di diagnosi di tumore, di morte per tumore e di imbattersi in un tumore correlato all’obesità, come il carcinoma dell’esofago, del fegato, del pancreas, dell’intestino, dell’ovaio, della tiroide e del seno).

SIGNIFICATO DELLO STUDIO E LIMITI

L’avvertimento degli autori è che i risultati di questo lavoro, che ha coinvolto una popolazione di volontari, possono non essere generalizzabili. Inoltre i dati mostrano un’associazione, non dimostrano un nesso di causalità. Tuttavia, sottolineano che altri dati scientifici mostrano che spezzare la sedentarietà prolungata anche con brevi momenti di attività può migliorare la risposta metabolica.

LE RACCOMANDAZIONI UTILI

Secondo il Codice europeo contro il cancro, l’attività fisica regolare riduce il rischio di varie forme di cancro: i tumori del seno, del colon, dell’utero, del rene, della vescica, dell’esofago, dello stomaco.

La sedentarietà invece (cioè il trascorrere molto tempo seduti o sdraiati nelle ore di veglia) è legata al rischio aumentato di tumori del colon, seno dell’utero e del polmone.

I consigli utili? Praticare almeno due ore e mezza a settimana di attività a moderata intensità o un’ora e 15 minuti di attività più intensa, oltre ad almeno un paio di occasioni di rafforzamento muscolare. Facilitare le interruzioni, muovendosi durante le pubblicità se guardiamo la tv, alzandoci dalla scrivania per fare qualche esercizio, facendo le scale a piedi, usando meno l’auto e i mezzi pubblici, ricorrendo alle app, alla compagnia degli amici, e ricordandosi di preferire attività piacevoli, perché l’importante – ricordano gli specialisti - è mantenere la costanza nel tempo.

Fai una donazione regolare

Sostieni la ricerca, sostieni la vita

Frequenza di donazione
Importo della donazione