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attività fisica

Inattivi o sedentari? Non è la stessa cosa (ma comunque non fa bene)

Inattività fisica e sedentarietà indicano condizioni diverse, entrambe diffuse e rilevanti per la salute. Capiamo la differenza per migliorare lo stile di vita

In occasione della Giornata mondiale dell’attività fisica, che si celebra il 6 aprile, l’attenzione si concentra su uno dei pilastri della nostra salute: il movimento. Eppure, nonostante le evidenze scientifiche siano sempre più solide, una larga parte della popolazione continua a muoversi troppo poco e a trascorrere molte ore della giornata in condizioni di sedentarietà. Due aspetti spesso confusi tra loro, ma che in realtà indicano comportamenti diversi e con effetti distinti sulla salute. Spesso usiamo i termini “inattività fisica” e “sedentarietà” come se fossero sinonimi. In realtà indicano due condizioni diverse, entrambe sempre più diffuse e associate a importanti conseguenze per la salute. Capire la differenza è il primo passo per migliorare il nostro stile di vita.

CHE COS'È L'ATTIVITÀ FISICA (SECONDO L'OMS)

Per chiarire cosa significhi essere inattivi o sedentari, è utile partire dalla definizione di attività fisica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la descrive come qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che comporta un dispendio energetico.

Non si tratta quindi solo di sport: rientrano nell’attività fisica anche camminare, andare in bicicletta, svolgere lavori domestici o attività lavorative manuali. Muoversi, a qualsiasi età e livello di abilità, è fondamentale per la salute.

L’attività fisica regolare è infatti associata alla prevenzione e alla gestione di molte malattie croniche, tra cui malattie cardiovascolari, ipertensione, ictus, diabete e diversi tipi di tumore.

Inoltre contribuisce al mantenimento di un peso corporeo adeguato e ha effetti positivi su salute mentale, benessere e qualità della vita.

CHE COSA SI INTENDE PER INATTIVITÀ FISICA?

Si parla di inattività fisica quando una persona non raggiunge i livelli minimi di attività raccomandati.

Secondo l’OMS, per gli adulti ciò significa non arrivare ad almeno:

  • 150–300 minuti a settimana di attività fisica aerobica moderata, oppure 
  • 75–150 minuti di attività intensa 

Chi non raggiunge queste soglie è considerato fisicamente inattivo.

I dati globali mostrano che il fenomeno è molto diffuso: circa un adulto su tre nel mondo non è sufficientemente attivo, e la percentuale sale tra gli adolescenti, tra cui l’81% non pratica abbastanza attività fisica.

CHE COS’È LA SEDENTARIETÀ

La sedentarietà è un concetto diverso. Indica infatti comportamenti caratterizzati da un basso dispendio energetico, tipicamente svolti da seduti o sdraiati, come:

  • guardare la televisione 
  • lavorare al computer 
  • utilizzare lo smartphone 
  • stare seduti per molte ore 

Una persona può quindi essere:

  • attiva ma sedentaria (fa sport ma passa molte ore seduta) 
  • non sedentaria ma inattiva (si muove durante la giornata ma non raggiunge i livelli raccomandati) 

Questa distinzione, sottolineata anche dalla letteratura scientifica, è fondamentale perché i due fattori hanno effetti indipendenti sulla salute.

PERCHÉ INATTIVITÀ E SEDENTARIETÀ STANNO AUMENTANDO

Con lo sviluppo economico e tecnologico, i livelli di attività fisica tendono a diminuire. Le cause principali includono:

  • cambiamenti nei sistemi di trasporto (meno spostamenti attivi) 
  • lavori sempre più sedentari 
  • maggiore uso di tecnologie per lavoro e tempo libero 
  • modelli culturali che favoriscono stili di vita poco attivi 

In alcuni Paesi, l’inattività può arrivare fino al 70% della popolazione.

QUAL È L’IMPATTO SULLA SALUTE

Sia l’inattività fisica sia la sedentarietà hanno effetti negativi significativi, che si manifestano a diversi livelli.

A livello individuale

A livello collettivo

  • aumento dei costi per i sistemi sanitari 
  • riduzione della produttività 
  • effetti sullo sviluppo economico e sociale 

La sedentarietà, in particolare, è associata a rischi anche indipendemente dal livello di attività fisica: stare seduti a lungo, infatti, ha effetti negativi anche in chi pratica sport.

DUE PROBLEMI DISTINTI, UNA STRATEGIA COMUNE

La ricerca degli ultimi anni ha chiarito un punto chiave: non basta fare attività fisica, bisogna anche ridurre il tempo sedentario.

Le strategie più efficaci combinano quindi due azioni:

  • aumentare il movimento (raggiungere i livelli raccomandati) 
  • interrompere la sedentarietà, ad esempio alzandosi frequentemente, camminando, facendo pause attive 

Anche piccoli cambiamenti nella routine quotidiana possono fare la differenza: scegliere le scale, muoversi durante le pause lavorative, limitare il tempo trascorso seduti davanti agli schermi.

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