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Pediatria

Asma: una malattia che non fa notizia

L'asma, spesso sottostimata e non trattata adeguatamente, può essere curata efficacemente. Il punto in occasione della giornata mondiale

L’asma è una delle più comuni condizioni croniche non trasmissibili che colpisce più di 300 milioni persone in tutto il mondo. È causata da un’iperattività dei bronchi che reagiscono in maniera abnorme a diversi stimoli, allergici, immunologici o chimico-fisici, chiudendosi e impedendo all’aria di entrare e uscire e, dunque, bloccando la respirazione. Si manifesta con sintomi come dispnea, respiro sibilante, difficoltà a respirare, senso di costrizione al torace, tosse cronica anche secca. Ci sono persone che per paura degli attacchi non escono di casa e limitano la propria vita. Molti pazienti si medicano da soli, con il cortisone in pastiglia o per via iniettiva, senza sapere dei danni che possono causare all’organismo sul lungo periodo. Chi usa il farmaco al bisogno (corticosteroidi e broncodilatatori per via inalatoria) più volte alla settimana ha probabilmente una forma grave di asma, ma usando solo questi farmaci placa solo momentaneamente l’infiammazione, causando però al contempo un ispessimento del muscolo bronchiale che sul lungo periodo può causare un rimodellamento delle vie aeree e un’insufficienza respiratoria cronica. I farmaci biologici per gestire l’asma grave esistono. Così come esistono i centri specializzati per curare questa patologia. Tutto coperto dal SSN. Eppure, molti pazienti non lo sanno. Nella Giornata Mondiale dell’Asma, abbiamo fatto il punto con Francesca Puggioni, pneumologa e CapoSezione Referente Clinico Organizzativo dell'ImmunoCenter dell’Ospedale Humanitas.

QUANTE FORME DI ASMA ESISTONO?

Nel nostro Paese a soffrire di asma sono quattro milioni e mezzo di persone. L’attuale prevalenza media stimata in Italia è del 6.6%. I pazienti con asma grave rappresentano una piccola quota degli asmatici, circa il 10%, ma costituiscono un sottoinsieme particolarmente importante perché sono quelli che hanno una peggiore qualità della vita e, da soli, sono responsabili di più del 30-40% dei costi dell’intera patologia. Ma queste sono tutte cifre conservative, che andrebbero viste al rialzo. «Il problema dell'asma – spiega la dottoressa Puggioni - è che non si riesce a quantificare, non riusciamo ad avere il numero preciso di pazienti perché nel nostro SSN, asma lieve, moderata e grave hanno tutte lo stesso codice esenzione, lo 007. E non tutti quelli che soffrono di asma hanno ricevuto una diagnosi ufficiale».

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