Quali strategie potrebbero contribuire a ridurre le morti per tumore del polmone? Qual è il ruolo del fumo negli esiti a lungo termine di un’infezione da SARS-CoV-2? E quanto sono esposti gli studenti minorenni alla promozione delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato? Sono alcune delle domande su cui hanno lavorato i ricercatori saliti sul podio nell’edizione 2026 del Premio alla migliore ricerca scientifica in tabaccologia. Il premio è promosso da Fondazione Veronesi e Società Italiana di Tabaccologia (SITAB), ed è rivolto a ricercatrici e ricercatori under 40.
I VINCITORI 2026
I tre lavori sono stati premiati durante la prima giornata del XXII Congresso nazionale SITAB in corso a Lecce (qui il programma completo dell'evento, con temi e relatori; nella foto, da sinistra: Roberto Boffi, Presidente SITAB, Marco Romelli, Irene Possenti, Donatella Barus, Fondazione Veronesi, Maria Sofia Cattaruzza, comitato scientifico SITAB).
Al primo posto Irene Possenti, biostatistica e ricercatrice presso l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, un PhD appena ottenuto all'Università di Maastricht, ha presentato lo studio intitolato: «Quanti morti per tumore del polmone ci sarebbero se prescrivessimo ai fumatori la sigaretta elettronica per smettere? Uno studio di modellizzazione nella popolazione italiana». La ricerca affronta una questione controversa e di grande rilevanza per la salute pubblica, utilizzando un modello per esplorare possibili scenari nella popolazione italiana, basandosi sui migliori dati disponibili oggi nella letteratura internazionale.
Secondo classificato Tommaso Baldi, biologo e ricercatore presso l'IRCCS San Raffaele di Roma, autore di «Esposizione tabagica come determinante modificabile del long-COVID persistente: studio prospettico multidominio a quattro anni dall’infezione da SARS-CoV-2». Il lavoro si concentra sul rapporto tra esposizione al fumo ed esiti persistenti dopo l’infezione, ampliando lo sguardo sugli effetti del tabagismo oltre le patologie tradizionalmente associate al consumo di tabacco. In particolare, il fumo emerge come determinante indipendente e modificabile della persistenza dei sintomi neurocognitivi del long-COVID.
Terzo classificato Marco Romelli, biostatistico e dottorando presso l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, con «Esposizione a promoter di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato tra gli studenti minorenni in Italia». La ricerca ha coinvolto oltre 7.000 studenti sotto i 18 anni (età media 14 anni e mezzo) in 5 regioni italiane (Lombardia, Toscana, Campania, Molise e Sardegna) e ha portato l’attenzione sull'esposizione dei giovanissimi a strategie di promozione e marketing dei prodotti da fumo e svapo. I risultati mostrano un quadro che dovrebbe inquietare chi si preoccupa della salute pubblica, con la presenza di promoter anche fuori dalle scuole e contatti anche con ragazzini delle secondarie di primo grado e con ragazzi che non hanno mai consumato prodotti a base di nicotina.
IL VALORE DELLA RICERCA INDIPENDENTE
Le ricerche premiate restituiscono una fotografia articolata della tabaccologia contemporanea. «I lavori sottoposti alla valutazione per il premio di quest’anno presentano un oggettivo interesse scientifico e un solido rigore metodologico – ha commentato Roberto Boffi, presidente SITAB e responsabile della Pneumologia presso l’IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Nonostante il focus primario sia incentrato sul fumo e sul tabagismo, le ricerche spaziano in modo trasversale attraverso diverse discipline. Un elemento centrale di queste valutazioni è la chiara applicabilità clinica dei progetti analizzati, che assicura una ricaduta diretta e concreta».
Questi lavori di ricerca, e quelli presentati dagli altri candidati (dagli assistenti digitali ai sacchetti di nicotina, alle associazioni fra fumo e altre patologie) affrontano temi diversi, ma accomunati da un obiettivo: produrre conoscenze utili a comprendere meglio i danni del fumo e della nicotina e a rafforzare gli strumenti di prevenzione. Una varietà che ben riflette la complessità di un problema di salute pubblica e il bisogno di risposte fondate sulle evidenze scientifiche.
Il Premio SITAB-Fondazione Veronesi, giunto alla sua ottava edizione, nasce proprio per sostenere e dare visibilità a questo lavoro, incoraggiando ricercatrici e ricercatori a contribuire allo sviluppo delle conoscenze sul tabacco, sulla nicotina e sui loro effetti sulla salute. Perché contrastare il peso sanitario, umano e sociale del tabagismo significa anche investire nell'indipendenza della ricerca e nella sua capacità di porre le domande giuste e di fornire risposte verificabili, utili alla pratica clinica e alle politiche di prevenzione.






