Dopo il grande interesse riscosso durante le precedenti edizioni, tornano gli incontri del progetto #fattivedere, organizzati grazie al prezioso contributo delle delegazioni di Fondazione Veronesi, in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Adolescenti dell’AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica), a cui prenderanno parte più di 3.000 studenti e studentesse durante i mesi di febbraio e marzo 2026.
IL PRIMO INCONTRO A MILANO
Il primo di dieci incontri complessivi si è svolto oggi, mercoledì 4 febbraio, presso l’Anteo Palazzo del Cinema di Milano. Hanno partecipato Donatella Barus, Direttrice del Magazine fondazioneveronesi.it; il dottor Andrea Ferrari, oncologo pediatra e coordinatore del Progetto Giovani presso Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, e Matteo Silva, educatore del progetto stesso con alcuni ex pazienti che porteranno la propria esperienza personale del percorso di cura. L’incontro ha visto la partecipazione di oltre 300 studenti e studentesse dell’Istituto Leone Dehon, Istituto Bertarelli Ferraris, IIS Eugenio Montale, ITSOS Albe Steiner, Istituto Professionale Carlo Porta, Liceo Statale Donato Bramante e Istituto Leopardi.
Fondamentale anche per questa edizione del progetto, il contributo apportato dagli esperti del Gruppo di Lavoro Adolescenti dell’AIEOP e nello specifico Andrea Ferrari, coordinatore del gruppo; Giuseppe Maria Milano, pediatra oncologo presso Dipartimento di Ematologia, Oncologia, Terapia Genica e Cellulare IRCCS Ospedale Bambino Gesù di Roma, coordinatore del progetto adolescenti 4You presso lo stesso ospedale e fondatore dell’associazione di ex pazienti 4YouAPS; Paola Quarello, Dirigente Medico Oncoematologia Pediatrica presso Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e Maurizio Mascarin, Responsabile del Dipartimento di oncologia radioterapica presso il Centro di riferimento oncologico di Aviano e Responsabile del progetto Area Giovani.
TRA CINEMA E DIBATTITO
Gli studenti che aderiscono all’iniziativa sono invitati a vedere il film “Quel fantastico peggior anno della mia vita” (Alfonso Gomez-Rejon, 2015), per poi incontrare in presenza oppure online (attraverso la piattaforma GoToWebinar) i divulgatori scientifici di Fondazione Veronesi e specialisti oncologi e psico-oncologi pediatrici, con cui affrontano il delicato quanto urgente tema del ritardo diagnostico, che può compromettere la tempestività delle cure e la loro efficacia, e che continua a preoccupare gli esperti.
“Per i circa 800 adolescenti - ragazzi compresi in una fascia di età tra i 15 e i 19 anni - che annualmente ricevono una diagnosi di tumore in Italia, arrivare ad una definizione della malattia è più difficile rispetto ai bambini. Per diverse ragioni infatti, come ad esempio il diniego di fronte ad un proprio malessere o a sintomi che si protraggono nel tempo; il mancato costante controllo da parte dei genitori per il pudore che caratterizza l’età della crescita e talvolta purtroppo un problema legato all’accesso alle cure, la diagnosi di un tumore si protrae fino a diversi mesi. Se da una parte è vero che complessivamente le percentuali di sopravvivenza dei pazienti adolescenti superano il 70%, dall’altro è documentato per molti tumori le probabilità di guarigione degli adolescenti sono minori di quelle dei bambini” - sottolinea il dottor Andrea Ferrari, Pediatria Oncologica, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e membro del Comitato Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi ETS.
UNO STRUMENTO UTILE PER I RAGAZZI
Al fine di colmare questo svantaggio diagnostico è fondamentale continuare a migliorare l’accesso ai percorsi diagnostici - ancora oggi non uniforme sul territorio nazionale - e sensibilizzare i giovani. Imparare a riconoscere i possibili campanelli d’allarme, essere informati su fattori di rischio e opportunità di cura, potersi confrontare sugli aspetti clinici e psicologici, sono infatti strumenti cruciali per aiutare ragazze e ragazzi di fronte ad un’evenienza rara ma possibile, come la malattia oncologica in età adolescenziale.
“Con il progetto #fattivedere ci impegniamo da più di dieci anni a sensibilizzare un numero sempre crescente di adolescenti in tutta Italia circa l’importanza di prendersi cura della propria salute, imparando ad ascoltare il proprio corpo e a riconoscere eventuali segnali che non vanno trascurati. Invitiamo i ragazzi e le ragazze a non esitare a confrontarsi con un medico o con un familiare di fronte a sintomi strani e persistenti. Anche in questa edizione approfondiremo il tema della diagnosi oncologica in età adolescenziale, insieme ad autorevoli esperti che ci aiuteranno a comprendere i diversi aspetti della malattia. L’impegno di Fondazione Veronesi non si limita infatti a sostenere la ricerca in oncologia pediatrica, ma si estende alla promozione della cultura scientifica tra i giovani, perché un’informazione corretta e fondata su evidenze scientifiche rappresenta il primo passo verso una prevenzione consapevole” – afferma Monica Ramaioli, Direttore di Fondazione Umberto Veronesi ETS.
