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memoria

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  1. Se il bambino dorme è perché sta imparando
    MagazineSe il bambino dorme è perché sta imparando
    Una ricerca (su bimbi di 9-16 mesi) dimostra che il sonno serve a fissare la memoria. Altro scopo del riposo: ripulire il cervello dai “veleni”
  2. I buchi di memoria possibili spie del rischio di un ictus
    MagazineI buchi di memoria possibili spie del rischio di un ictus
    Secondo uno studio olandese durato vent’anni, i deficit mnemonici sono associati alla probabilità di ischemia o emorragia cerebrale. Specie in persone non ancora anziane e istruite
  3. I grassi “nemici” della memoria?
    MagazineI grassi “nemici” della memoria?
    Un elevato consumo di grassi trans, contenuti in molti prodotti industriali, comprometterebbe l’attività dell’ippocampo. Ipotesi allo studio. Per ora sono noti i danni sul sistema cardiovascolare
  4. Perché alcune esperienze si ricordano e altre no?
    MagazinePerché alcune esperienze si ricordano e altre no?
    Uno studio americano getta nuova luce sui meccanismi neuronali coinvolti nella memoria durevole. Possibili nuiovi appigli per combattere l’Alzheimer
  5. Per capire il cervello cominciamo a studiare i sistemi semplici
    MagazinePer capire il cervello cominciamo a studiare i sistemi semplici
    Grazie ai Nobel per la medicina è stato aggiunto un tassello che un giorno potrà forse servire per combattere le malattie neurodegenerative
  6. Perché dormi? Per imparare meglio
    MagazinePerché dormi? Per imparare meglio
    Ultima teoria: il sonno serve a stabilizzare le novità acquisite nel cervello. Ma la memoria si addormenta 20 minuti prima, perché è più “stanca”
  7. Se alleni il cervello, allontani l’Alzheimer
    MagazineSe alleni il cervello, allontani l’Alzheimer
    Fare un training cognitivo rafforza le capacità mentali: una grande ricerca Usa su 3.000 anziani mostra che i benefici durano nel tempo
  8. Video games: bene per i nonni, male per i nipoti
    MagazineVideo games: bene per i nonni, male per i nipoti
    Studiosi californiani hanno fatto esercitare con giochi elettronici gruppi di anziani riscontrando un aumento delle capacità cognitive. Altri però dicono: meglio l’attività fisica