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L’epilazione laser aumenta il rischio di cancro?

Laser e luce pulsata sono due procedure minimamente invasive che vengono utilizzate per diversi scopi, inclusa l’eliminazione dei peli da diverse aree corporee.

Negli anni queste tecniche sono diventate estremamente popolari proprio per la loro efficacia, ma si tratta di procedure che possono essere associate a rischi per la salute e hanno anche fatto sorgere timori legati al rischio di tumori della pelle. Ecco perché è importante capire come funzionano e come approcciare un eventuale trattamento in sicurezza.

Cos’è l’epilazione laser e come funziona davvero

In modo non corretto, l’utilizzo del laser per la rimozione dei peli viene chiamata “depilazione definitiva”. In realtà si tratta di epilazione, ovvero della rimozione anche del bulbo pilifero, e non di depilazione che invece prevede solo il taglio del pelo, lasciando intatto il bulbo e che si ottiene per esempio con il rasoio o con le creme depilatorie. Inoltre, non è corretto dire che il risultato è definitivo: sebbene molto più duraturo rispetto a quello ottenuto con la ceretta o con altre tecniche di depilazione, il risultato è comunque temporaneo anche se, dopo il trattamento, i peli ricrescono in genere molto più sottili e meno fitti.

Dal punto di vista tecnico, l’epilazione laser si basa sul principio della fototermolisi selettiva: la luce generata dallo strumento viene assorbita dalla melanina, un pigmento presente nel pelo, e genera calore che distruggere in modo selettivo il follicolo pilifero.

Data questa sua caratteristica di selettività, l’efficacia del trattamento laser dipende anche dal colore della pelle e dei peli di chi vi si sottopone: è maggiore nelle persone con pelle chiara e peli scuri, mentre nelle persone con pelle scura (ricca di melanina) la luce non riesce a concentrarsi con la stessa efficacia solo sul pelo.

L’impatto sulla salute: Epilazione laser e tumori della pelle

I peli superflui non sono solo una questione estetica. Se particolarmente abbondanti e presenti magari in aree particolarmente visibili possono anche avere un forte impatto psicologico e arrivare anche a minare l’autostima. Di conseguenza, rimuoverli non rappresenta sempre solo un vezzo, ma una vera e propria terapia di benessere e in questo senso il laser può essere molto utile, garantendo un risultato duraturo.

Per quanto riguarda la sicurezza del trattamento i dati riportati in oltre 30 anni di utilizzo della procedura non hanno evidenziato preoccupazioni significative.

In particolare:

  • Non è stato dimostrato alcun legame tra l’epilazione laser e un aumento del rischio di cancro. La luce utilizzata durante i trattamenti laser appartiene infatti alle cosiddette radiazioni non ionizzanti, un tipo di energia che non è in grado di danneggiare direttamente le eliche del DNA. È proprio questo tipo di danno al DNA che può favorire lo sviluppo di tumori.
  • Studi che hanno esaminato esposizioni ripetute e cumulative o che hanno valutato l’impatto delle bruciature legate all’uso di laser non hanno mostrato un aumento della cancerogenicità o della formazione di tumori.
  • Nel caso di presenza di nevi o altre lesioni pigmentate che contengono melanina, è fondamentale valutare con un medico la possibilità di effettuare il trattamento laser che, a tutti gli effetti, potrebbe causare alterazioni cliniche e istologiche a livello di queste aree.
  •  Eritema (arrossamento), gonfiore, dolore, bruciore sono effetti collaterali comuni che spesso sono legati a un utilizzo non corretto del laser.

Usare l'epilazione laser in sicurezza

Nonostante in linea generale non ci siano grandi controindicazioni all’uso del laser per rimuovere i peli superflui, è bene tenere a mente alcune indicazioni prima di sottoporsi al trattamento.

Una delle strategie più efficaci per sottoporsi al trattamento in tutta sicurezza consiste comunque nel rivolgersi a centri nei quali opera personale specializzato.

Quando consultare il medico per fare l'epilazione laser

È opportuno consultare il proprio medico in caso di:

  • Gravidanza.
  • Assunzione di farmaci fotosensibilizzanti, ovvero che aumentano la sensibilità alla luce.
  • Herpes genitale (HSV-2) o soggetti a herpes labiale (poiché il laser può scatenare il virus).
  • Cicatrici cheloidi (in rilievo).
  • Tumore della pelle (presente o passato).

Epilazione laser nei pazienti oncologici

I pazienti oncologici devono fare ulteriore attenzione a specifici fattori e tenere conto di:

  • Compromissione immunitaria. I trattamenti radio/chemioterapici possono ridurre la capacità riparativa delle cellule.
  • Terapie ormonali. Farmaci come Tamoxifene o Triptorelina possono alterare la densità dei melanociti attivi e causare anomalie nella sintesi della melanina, portando ad alterazioni del colore della pelle.
  • Rimozione dei linfonodi ascellari (linfadenectomia): dopo una dissezione ascellare, l'effetto termico del laser potrebbe favorire lo sviluppo di linfedema, ovvero accumulo di liquido nel tessuto linfatico. In questi casi, è fondamentale utilizzare metodiche per raffreddare la cute durante il trattamento.

fonti

Cleveland Clinic. Laser Hair Removal. 2021

Ash C, et al. Lasers and intense pulsed light (IPL) association with cancerous lesions. Lasers Med Sci. 2017;32(8):1927-1933.

FUV. Le tecniche di epilazione laser o a luce pulsata sono sempre più richieste in medicina estetica. Cosa c’è da sapere per la salute della pelle? Aggiornato 2025

FUV. Una paziente oncologica può usare l’epilazione laser? Aggiornato 2025

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