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Nitriti e nitrati nel cibo: focus sul rischio oncologico

Nitriti e nitrati nel cibo: focus sul rischio oncologico

Nitriti e nitrati sono composti chimici formati da azoto e ossigeno, naturalmente presenti in molti vegetali, ma usati anche come additivi alimentari e riscontrati spesso nell’acqua. Il loro impatto sulla salute è doppio: possono infatti avere effetti benefici ma, una volta ingeriti, possono anche essere trasformati in composti potenzialmente cancerogeni. Per questa ragione è importante conoscerli, sapere quali alimenti li contengono e capire come ridurre i rischi per la salute.


  • Nitriti e nitrati sono composti dell’azoto presenti naturalmente nell’organismo, ma anche nel suolo e in diversi vegetali. Inoltre, questi composti vengono usati come additivi nelle carni lavorate e sono presenti nelle acque come contaminanti di prodotti fertilizzanti.
  • Sono fondamentali per la salute cardiovascolare, ma possono diventare pericolosi e aumentare il rischio di sviluppare alcuni tumori se vengono trasformati nei cosiddetti composti N-nitroso, in particolare le nitrosammine.
  • La fonte attraverso la quale si assumono i nitrati fa la differenza: se la fonte sono i vegetali l’assunzione è sicura e anche protettiva, mentre se la fonte sono le carni lavorate o l’acqua contaminata si osserva un aumento del rischio oncologico.
  • L’esposizione a nitriti e nitrati (in realtà alle nitrosammine) si associa a un aumento del rischio di tumori dell’apparato digerente (stomaco, colon, retto), ma anche di mammella, prostata e tiroide.

Cosa sono e dove si trovano i nitriti e i nitrati

Nitriti e nitrati sono molecole composte da azoto (simbolo chimico N) e ossigeno (simbolo chimico O), identificate, rispettivamente, come NO2 e NO3. Il nostro organismo produce naturalmente nitrati, ma l’esposizione a queste sostanze è data in gran parte dai cibi che portiamo in tavola, dall’acqua che beviamo e, in misura minore, anche da alcuni farmaci. Una volta ingeriti, nitriti e nitrati vengono convertiti in monossido di azoto (NO), una molecola implicata in una serie di meccanismi di comunicazione tra le cellule e con effetti positivi per la salute: aiuta infatti ad abbassare la pressione sanguigna e a promuovere la salute cardiovascolare. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che gli integratori a base di ossido nitrico possono migliorare le prestazioni fisiche, apportare benefici all’apparato respiratorio e favorire il processo di guarigione dell’organismo.

Le fonti alimentari si dividono principalmente in due categorie:

  • Vegetali. Molti vegetali contengono naturalmente nitriti e nitrati e rappresentano la principale fonte di assunzione alimentare di questo composto. Il contenuto di queste sostanze nei vegetali varia, oltre che a seconda del tipo di ortaggio, anche in base alla stagione, al tipo di terreno e di coltivazione (con o senza fertilizzanti), alle tecniche di conservazione e di cottura. Tra i vegetali più ricchi di nitriti e nitrati ci sono verdure a foglia (come rucola, spinaci e lattuga), oltre a broccoli, cavoli, carote, sedano, prezzemolo e barbabietola rossa.
  • Carni lavorate. Nitriti e nitrati vengono utilizzati dall’industria alimentare come additivi a salumi, e altre carni lavorate allo scopo di migliorarne la conservazione, prevenendo la crescita di microrganismi pericolosi, e di mantenere il colore rosa della carne. Sono indicati in etichetta con le sigle da E249 a E252.

Un’altra importante fonte di esposizione a nitriti e nitrati è l’acqua potabile, nel caso vi sia una contaminazione legata all’uso di fertilizzanti per l’agricoltura. In aree vicine a campi coltivati con l’uso di determinati fertilizzanti, la concentrazione nelle acque può raggiungere livelli pericolosi per la salute, anche a causa dell’esposizione prolungata nel tempo.

Nitriti, nitrati e cancro

Studi epidemiologi e di revisione della letteratura hanno messo in luce un legame tra assunzione di nitriti e nitrati e aumento del rischio di alcuni tumori, in particolare dell’apparato digerente.

In realtà i veri responsabili di questo aumento del rischio non sono nitriti e nitrati, ma i composti che si formano all’interno dell’organismo in seguito a un processo chiamato nitrosazione, che dà origine ai cosiddetti composti N-nitroso, come le nitrosammine.

Non è un caso che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) abbia incluso nel Gruppo 2A (composti probabilmente cancerogeni per l’uomo) i “nitrati o nitriti assunti per via orale in condizioni che determinano una nitrosazione endogena”. La classificazione IARC delle carni rosse e lavorate nel Gruppo 1 (cancerogene per l’uomo) potrebbe almeno in parte dipendere dalla presenza di queste molecole.

Studi condotti nel corso degli anni hanno messo in luce forti associazioni tra esposizione a nitriti e nitrati e aumento del rischio di tumori dello stomaco e del colon-retto. Inoltre, studi recenti suggeriscono anche aumento del rischio di cancro della tiroide, della prostata e della mammella.

Dal momento che i composti N-nitroso sono numerosi e che ci sono anche molti altri fattori che contribuiscono all’aumento del rischio oncologico e che si possono sovrapporre all’assunzione di nitriti e nitrati, servono ulteriori ricerche per definire in modo preciso il rischio.

Vale la pena ricordare che l’eccessiva esposizione a queste sostanze può causare metemoglobinemia, ovvero una patologia che riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno e che rappresenta un problema particolarmente grave nei neonati sotto i 4 mesi di vita.

Cambia la fonte, cambia l’impatto sulla salute

La fonte attraverso la quale vengono assunti i nitrati è determinante per la salute, tanto che vegetali e carne lavorata possono avere un impatto diametralmente opposto.

La differenza è data dalla presenza nei vegetali di sostanze in grado di bloccare i processi di nitrosazione e che sono del tutto assenti nelle carni lavorate. In sintesi: la vitamina C e la vitamina E, sostanze antiossidanti di cui i vegetali sono naturalmente ricchi, impediscono ai nitrati di trasformarsi in nitrosammine e, di conseguenza, il consumo di verdure porta con sé i benefici cardiovascolari del monossido di azoto, senza però aumentare il rischio oncologico. La carne lavorata non contiene queste vitamine e inoltre contiene in genere ferro “eme”, che può velocizzare la formazione di composti N-nitroso.

Il consiglio degli esperti è quindi quello di variare il più possibile la dieta quotidiana, riducendo ai minimi termini il consumo di carne lavorata ed aumentando invece quello degli alimenti di origine vegetale.

fonti

MD Anderson. What to know about foods with nitrates and nitrites.

WCRF. Vegetables, processed meat, or water: does it matter where we get our nitrate and nitrite from?

NIH NCI. Nitrate.

EFSA. Le nitrosammine negli alimenti destano preoccupazioni per la salute.

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Chazelas E, et al. Nitrites and nitrates from food additives and natural sources and cancer risk: results from the NutriNet-Santé cohort. Int J Epidemiol. 2022 Aug 10;51(4):1106-1119. doi: 10.1093/ije/dyac046

Picetti R, et al. Nitrate and nitrite contamination in drinking water and cancer risk: A systematic review with meta-analysis. Environ Res. 2022 Jul;210:112988. doi: 10.1016/j.envres.2022.112988

Sokal-Dembowska A,et al. Nitrate and Nitrite in the Diet: Protective and Harmful Effects in Health and Disease. Curr Nutr Rep. 2025 Jun 30;14(1):89. doi: 10.1007/s13668-025-00678-5

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