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Bioetica, diritti e medicina nel dibattito per la presentazione del nuovo volume a firma dei giuristi Maurizio De Tilla e Lucio Militerni con Umberto Veronesi

Fecondazione eterologa: a che punto siamo?

Si è risolta soprattutto in una critica alla politica che fugge dai temi etici la presentazione del libro Fecondazione eterologa voluto dalla Fondazione e specificatamente dal professor Umberto Veronesi. che firma il volume e la prefazione. Un libro che secondo uno degli autori, l’avvocato Maurizio de Tilla, scaturisce come i precedenti della serie (il primo fu proprio sulla fecondazione assistita) anche dall’intento di colmare dei vuoti, andare incontro alle esigenze della società, delle persone concrete, e sollecitare il legislatore a intervenire.

Nella Sala napoleonica di Palazzo Greppi, a Milano, ieri de Tilla ha ricordato che la libertà della fecondazione eterologa, con la donazione di gameti da una terza persona, si pone nella stessa linea retta che informa anche la lotta di Veronesi per il testamento biologico: quella linea è il principio di autodeterminazione del singolo.

Lo scarto tra leggi e scienza è stato ancor più sottolineato dal professor Giuseppe Testa, docente di Biologia molecolare all’Università di Milano, che ha accennato alle tante nuove prospettive genetiche ormai possibili ma prive di regolamentazione giuridica. «Il nostro sguardo si è fatto molecolare e sappiamo sempre di più dei geni che sono in un embrione», ha ricordato Testa. Fino alla prospettiva concreta del cosiddetto “editing del genoma umano”, cioè modifiche dell’embrione. La realtà è già a questa tappa, ma chi stabilisce modalità e confini?

Come Testa, anche Edgardo Somigliana, responsabile del Centro di procreazione medica assistita della Fondazione Ca’ Granda-Policlinico, fa presente che la fecondazione eterologa induce a rivedere l’idea di genitorialità. Pone problemi psicologici da affrontare e discutere nella comunità. E, comunque, in Italia l’eterologa incontra la difficoltà della mancanza di donatrici di ovociti. «Sia chiaro, è un problema che nessun paese ha risolto», ha notato Somigliana illustrando quel che si è tentato in vari stati europei.

Ultimo relatore il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, che ha ricordato come la fecondazione eterologa sia divenuta legale in Italia solo per via di una sentenza della Corte costituzionale (giugno 2014) chiamata in causa dai cittadini che altre volte si sono rivolti, contro i divieti delle leggi italiane, alla Corte europea: «Hanno aperto delle vie singole famiglie e singole persone spinte dall’urgenza delle loro storie, della loro vita». Tutto questo per «l’assenza della politica». O, addirittura, il boicottaggio.

A questo punto restano insoluti, come hanno osservato tutti i relatori e Umberto Veronesi riassume nella prefazione, tre grandi problemi che riguardano: 1) la surrogazione di maternità, 2) l’applicazione della procreazione assistita anche alle donne single e alle coppie omosessuali; 3)la possibilità di utilizzare gli embrioni sovrannumerari per scopi scientifici.

Ma intanto per quello che ora si può fare c’è a far da guida questo libro più che esauriente – e comprensibile per il largo pubblico – sia sotto il profilo della prassi medico-scientifica sia dal punto di vista giuridico. «Una straordinaria miniera di informazioni, utili anche a chi debba fare una tesi universitaria», ha detto il professor Testa. Tanto, ha osservato il dottor Somigliana, «da lasciare con le idee più chiare a fine lettura anche gli addetti ai lavori».

Il LIBRO: “Fecondazione eterologa» di Maurizio de Tilla, Lucio Militerni, Umberto Veronesi, edizioni Utet, pagine 284, euro 27

Serena Zoli

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