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La prima cerimonia dopo la scomparsa di Umberto Veronesi si terrà nella sede del'Unicredit Pavilion. Saranno premiati i ricercatori finanziati con una borsa di durata annuale. Quattro le aree di selezione: oncologia, neuroscienze, cardiologia e prevenzione delle malattie croniche

Giovedì 27 aprile la consegna dei grant ai 194 ricercatori sostenuti nel 2017

147 borse di ricerca a singoli ricercatori post-dottorato, 17 ai dottorandi alla Scuola Europea di Medicina Molecolare (SEMM), 28 borse di formazione e specializzazione clinica e due borse di Cooperazione Internazionale Together for Peace. Il totale fa 194, che corrisponde al numero di medici e ricercatori italiani e stranieri sostenuti dalla Fondazione Umberto Veronesi per l’anno 2017, che verranno premiati giovedì 27 aprile a Milano, nella sede dell’UniCredit Pavilion. A questo numero si aggiunge il sostegno a quattro progetti di ricerca.


GLI INTERVENTI PREVISTI

Alla cerimonia, la prima dopo la scomparsa di Umberto Veronesi, interverranno il nostro presidente Paolo Veronesi, il giornalista Ferruccio de Bortoli (presidente Associazione Vidas), Anna Scavuzzo (vicesindaco e assessorre all'università e alla ricerca), Roberto Maroni (presidente Regione Lombardia), Chiara Tonelli (presidente del comitato scientifico della Fondazione Umberto Veronesi e professoressa di genetica al'’Università degli Studi di Milano), Pier Giuseppe Pelicci (membro del comitato scientifico della Fondazione Umberto Veronesi e direttore della ricerca all'Istituto Europeo di Oncologia), Alberto Mantovani (direttore scientifico Humanitas), Luciano Fontana (direttore del Corriere della Sera), Pietro Bartolo (medico e direttore Poliambulatorio di Lampedusa) e Vittorio Podestà (atleta paraciclista, vincitore di due medaglie d’oro a Rio 2016). Moderazione affidata a Eliana Liotta.


Il ricordo di Umberto Veronesi nelle parole dei ricercatori 

Dal 2003, anno della sua nascita, la Fondazione Umberto Veronesi ha sostenuto 1.191 ricercatori e oltre cento progetti di ricerca. Nel 2017 sono 31 le città nelle quali lavorano i nostri ricercatori: Ancona, Bologna, Brescia, Cagliari, Candiolo (Torino), Catania, Firenze, Genova, Milano, Modena, Reggio Emilia, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pietra Ligure (SV), Pisa, Pozzilli (Isernia), Roma, Rozzano (Milano), Salerno, San Giovanni Rotondo (Foggia), Sassari, Sesto San Giovanni (Milano), Torino, Trento, Trieste e Verona. La Fondazione Umberto Veronesi ha inoltre deciso di sostenere anche ricercatori italiani che svolgeranno un periodo di sei mesi di ricerca all’estero, in modo da favorire la formazione e l’accrescimento professionale e culturale dei nostri cervelli che potranno poi riportare in Italia il know-how acquisito. L’elenco degli istituti stranieri che ospiteranno i ricercatori finanziati dalla Fondazione Umberto Veronesi nel 2017 comprende: Aarhus University (Danimarca), University Medical Center di Göttingen, Monaco di Baviera  e Max-Planck Institute (Germania), Università del Manitoba e Winnipeg (Canada), University Hospital of Bern, Inselspital in Svizzera, Institute of Agrochemistry and Food Technology (Svizzera), Spanish Council for Scientific Research (Spagna), Beth Israel Deaconess Medical Center, Columbia University (Usa), Fondation Médicale Ampasimanjeva e Préventorium Mère Antonine Baldini Mahasoa Ihosy (Madagascar). 




La selezione dei ricercatori post-dottorato finanziati dalla Fondazione Umberto Veronesi avviene tramite un bando pubblico online. Tutte le domande pervenute vengono poi esaminate da un comitato scientifico di valutazione, che redige una graduatoria sulla base del progetto di ricerca proposto e del curriculum scientifico e professionale dei candidati, con particolare attenzione al numero e alla qualità delle pubblicazioni scientifiche. Il requisito minimo è avere almeno due pubblicazioni, di cui almeno una come autore principale, su riviste scientifiche internazionali peer-reviewed. I progetti di ricerca vengono valutati in base a: qualità intrinseca, bontà e fattibilità della pianificazione sperimentale, potenziale traslazionale (capacità di trasferire velocemente i risultati dal laboratorio alla pratica clinica sui pazienti). Per il bando di ricerca 2017 sono pervenute 680 domande.


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