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«Il suo addio lascia un grande vuoto», scrive Giulia Di Lullo. La biologa Laura Gragnani: «Che onore far parte della tua squadra: grazie per tutta la conoscenza condivisa»

Il ricordo di Umberto Veronesi nelle parole dei ricercatori

 

Nelle ultime ore, diversi sono stati i messaggi di cordoglio per la morte di Umberto Veronesi ricevuti da parte dei ricercatori finanziati negli anni dalla Fondazione. Abbiamo deciso di raccoglierli in un'unica pagina, che sarà aggiornata fino a quando i messaggi continueranno a raggiungere la nostra sede e gli indirizzi di posta elettronica. Chiunque desideri lasciare il proprio contributo, può scrivere a redazione@fondazioneveronesi.it.

Giulia Di Lullo (Irccs San Raffaele di Milano): 

Non trovo parole...Ho potuto conoscerti solo recentemente e ho apprezzato di persona il tuo gran cuore e la tua umiltà, oltre alla vivacità e all'acume di una mente che vedeva lontano e pensava grandi cose. Lasci un gran vuoto. E ci mancherai. Ma sicuramente hai lasciato un segno positivo in chi ha lavorato con e per te. Orgogliosa di essere tra queste persone.

Agnese Collino (ex ricercatrice, supervisore scientifico per Fondazione Umberto Veronesi): 

Grazie a Veronesi, nei nostri discorsi di tutti i giorni, il cancro non è più il brutto male di cui non si puó neanche fare il nome. Di cancro oggi si guarisce, ma soprattutto di cancro si parla. E per chi come me ha a cuore la divulgazione, questa è una vera rivoluzione. Grazie Prof

Laura Gragnani (Università di Firenze):  

Parlare sul palco con lui che mi guardava e mi sorrideva è stata una delle più grandi soddisfazioni della mia carriera lavorativa. Un grazie sincero per quello che il professor Veronesi ha fatto nella sua vita. Il sapere messo a disposizione degli altri, una enorme e comune eredità. Grazie

Alessia Lo Dico (Università degli Studi di Milano):

Una grande perdita per la comunità scientifica e non solo. Un uomo ed uno scienziato che ha creato con la sua vita una traccia, indelebile, da seguire per tutti noi ricercatori. Orgogliosa di averlo consociuto e di avere avuto la possibilità di lavorare per la sua Fondazione. Con la promessa di diventare con il nostro lavoro e il nostro impegno il suo orgoglio. Grazie Prof

Antonino Bruno (Polo Scientifico e Tecnologico Gruppo MultiMedica, Sesto San Giovanni)

Oggi, ancora più del giorno in cui ho vinto la borsa, sono onorato di fare parte di quei giovani che hanno potuto e tuttora fanno ricerca grazie alla volontà e al supporto dell' unico Professore. Anche se ci ha lasciato, Umberto Veronesi ci ha dato gli strumenti, la determinazione e la voglia per continuare il nostro cammino e continuare il suo percorso. Grazie Prof

Irene Catucci (ricercatrice, Istituto FIRC di oncologia molecolare):

Grazie professor Veronesi per aver sempre creduto profondamente nella Ricerca. E grazie per aver regalato grandi opportunità a me come a tantissimi altri ricercatori, sostenendo le nostre idee e valorizzando profondamente il nostro lavoro

Chiara Segrè (ex ricercatrice e responsabile supervisione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi):

La ricerca è dentro di noi e non può essere fermata, diceve sempre Veronesi. E noi da oggi, un po' più soli ma forti della sua eredità, cercheremo di portare avanti il suo impegno nella ricerca e nei valori laici della scienza. Grazie Prof: è stato un onore conoscerti e lo sarà ancora di più continuare a lavorare nel tuo nome

Marco Annoni (bioeticista, Centro Nazionale delle Ricerche):

Grazie Professore per averci insegnato molte cose. Che non esiste scienza senza etica, perché «tutto è concesso all’uso della scienza per l’uomo e tutto è negato all’uso dell’uomo per la scienza». Che il nostro destino non deve essere necessariamente segnato da conflitti e violenza, perché «la stessa specie che ha inventato la guerra può anche inventare la pace». Che il dolore, la fame, le sofferenze non sono una parte inevitabile, accettabile o giusta della condizione umana, perché grazie alla ragione, alla scienza, al coraggio e ai sogni possiamo riuscire a creare un mondo migliore di quello in cui viviamo oggi. Che nessuna differenza di credo, ideali, condizione economica, sesso, pelle o specie ci rende superiori o inferiori agli altri, perché tutti abbiamo gli stessi diritti. Che la vita vale la pena di essere vissuta fino in fondo, anche se si crede che sia il risultato accidentale dell’evoluzione e che dopo non ci sarà niente, perché il solo pensare di essere qui e ora ci darà sempre un buon motivo per sorridere

Cristina Richichi (Istituto Europeo di Oncologia)

Grazie Prof per tutti i traguardi che hai raggiunto, per tutti noi. Noi continueremo a cercare, e a cercare di migliorare, senza mai lasciarci abbattere. Così come lei, Prof, ci ha sempre stimolato a fare

Mathilde Chivet (laboratorio per lo studio delle malattie neurodegenerative, centro di biologia integrata, Università di Trento)

Le mie più sentite condoglianze alla famiglia per la perdita di Umberto Veronesi. Mi spiace molto che la Fondazione abbia perso il suo padre fondatore

Sara Baroni (Istituto dei Tumori, Milano): 

Porterò sempre con me quel ricordo. «Mi presento professore: sono Sara, una sua ricercatrice». Sorridendo, mi rispose: «Grazie Sara per il lavoro che fai»