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Astinenza da nicotina: la concentrazione può risentirne?

Sonnolenza, calo di energia, difficoltà di concentrazione sono tra i sintomi di astinenza da nicotina più comuni. La parola all’esperta per capire come gestirli

Da circa quattro anni ho smesso di fumare e sono molto felice dei benefici, ma non appena smetto di assumere nicotina la mia mente è annebbiata, ho sempre molto sonno e questo purtroppo non è migliorato nemmeno dopo anni. Così, ogni volta che devo essere "performante" sono costretta a ricorrere allo spray alla nicotina. Cosa posso fare? A chi mi posso rivolgere?

N. (domanda pervenuta tramite il form L'esperto risponde)

Risponde la dottoressa Elena Munarini, psicologa e psicoterapeuta presso il Centro antifumo Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, componente del Comitato scientifico per la lotta al fumo di Fondazione Umberto Veronesi.

Gentile signora,

la sua richiesta tratteggia una situazione che sicuramente merita l’attenzione di un esperto: la tipologia di fumatrice che è stata e le modalità con cui ha smesso sono fondamentali per capire come aiutarla. Anche se ha già smesso di fumare, il consiglio è quello di rivolgersi ad un centro antifumo dove troverà chi, oltre ad aiutare i fumatori a smettere, sa gestire anche i “postumi” della cessazione del fumo che non di rado si continuano a presentare anche dopo diverso tempo.

La sua domanda ci dà però l'occasione di evidenziare alcuni aspetti del tabagismo e di offrire qualche consiglio, per una buona gestione della sindrome di astinenza.

COME AGISCE LA NICOTINA

Quando diciamo che la nicotina è una vera e propria droga, parliamo soprattutto del fatto che ha un effetto attivante sul cervello attraverso l’azione che svolge su un'ampia gamma di neurotrasmettitori che vengono a vari livelli stimolati da questa sostanza. In particolare sono i recettori della dopamina ad essere influenzati, ma anche altri (come noradrenalina, GABA, serotonina) nel complessissimo sistema di influenze reciproche di queste strutture cerebrali.

L’EFFETTO DELLA NICOTINA

Il risultato è che il fumatore si abitua, grazie al consumo di sigarette, a stimolazioni procurate dall'esterno, ma l’effetto è breve per cui, per avere questo risultato, il consumo di sigarette diventa più frequente. Si parla della cosiddetta assuefazione.

Poiché nei fumatori questa esposizione dura anni, anzi, più spesso decenni, il sistema di autoregolazione spontanea del cervello si impigrisce e nel momento in cui si smette di fumare ecco che si presentano alcuni dei sintomi di astinenza più comuni come sonnolenza, calo di energia, difficoltà di concentrazione. Solitamente questi disturbi si risolvono spontaneamente nel giro di qualche settimana, quando i nostri meccanismi di regolazione spontanei riprendono a funzionare, ma l'utilizzo dei farmaci antifumo nelle prime e più difficili settimane aiuta a evitarli o renderli più leggeri.

COME GESTIRE I SINTOMI DELL’ASTINENZA

Se la dipendenza è di grado moderato o forte, la terapia sostitutiva nicotinica al bisogno, ovvero prodotti come spray, gomme o caramelle con nicotina farmaceutica possono non essere sufficienti da soli. In questi casi è meglio abbinare anche un cerotto, sempre con nicotina farmaceutica, da scalare gradualmente nell'arco di 2-3 mesi. Specie se i sintomi di astinenza persistono, è possibile scalare la terapia nicotinica con estrema gradualità, non avendo paura di prolungare i tempi di utilizzo quanto occorre.

Un altro farmaco efficace e da molti decenni usato nell'ambito del tabagismo con buoni risultati è il bupropione, farmaco dopaminergico che svolge la sua azione stimolando la produzione di dopamina e andando così a sostituire l'azione della nicotina. Questo farmaco sarebbe, in linea teorica, una delle possibilità per ristabilire uno stato di attivazione indipendente dall'utilizzo di nicotina. L’utilizzo del bupropione richiede però la valutazione del medico che, una volta appurata l’appropriatezza per quel paziente, lo prescriva.

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