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Trapianti: qual è la situazione in Italia?

pubblicato il 29-05-2015
aggiornato il 15-06-2017

La sensibilizzazione dei cittadini: così cresce il numero di interventi. L’approfondimento nella Giornata Nazionale dedicata alla donazione di organi

Trapianti: qual è la situazione in Italia?

A far la parte del leone è il rene, trapiantato in 1584 persone, pari al 79% dei pazienti in lista di attesa. Ma i più “fortunati”, se così si può dire, sono stati coloro che erano in attesa di un fegato nuovo, “accontentati” nell’83% dei casi (1056 gli interventi effettuati). Numeri difficili da interpretare per chi non ha mai avuto una simile esperienza, ma che valgono una vita per i 2976 italiani che nel 2014 hanno ricevuto un trapianto di organo: oltre che fegato e reni, cuore (226 interventi) e polmoni (126) gli altri coinvolti, con numeri stabili rispetto all’anno precedente. C’è un altro aspetto da sottolineare: la qualità dei progressi compiuti in sessant’anni, se si considera che il primo trapianto di reni fu realizzato soltanto nel 1954.


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CRESCONO I DONATORI

Il quadro che emerge è tutto sommato incoraggiante, nella drammaticità della situazioni vissute da questi pazienti. A confortare è soprattutto l’impennata di donazioni - 1172 i donatori effettivamente utilizzati - registrata nel 2014. A contribuire a questo trend, oltre alla sensibilizzazione da parte della cittadinanza (sul totale degli accertamenti di morte eseguiti nel 2014, solo nel 31 % vi è stata opposizione al prelievo), l’aumento degli  accertamenti di morte cerebrale eseguiti. Un dato che, secondo il Centro Nazionale Trapianti, può essere «attribuibile allo sforzo delle rianimazioni, dei coordinamenti regionali per i trapianti e della rete che sovrintende la sicurezza e il controllo delle patologie trasmissibili tra donatore e ricevente». Nell’ultimo anno sono cresciuti anche i trapianti di tessuti (+10,9%): cute, cartilagini, legamenti, ossa e cornea. In aumento pure i trapianti allogenici di cellule staminali emopoietiche1695 gli interventi effettuati), talvolta ultima chance per chi ha un mieloma, una leucemia o un linfoma.


 

COME DONARE?

Per donare un organo, una volta deceduti, è necessario aver compilato in vita la dichiarazione di volontà (vedi glossario). I donatori sono persone di qualunque età che muoiono a causa di una lesione irreversibile al cervello (emorragia, trauma cranico, aneurisma) o di un prolungato arresto cardiaco, accertato tramite elettrocardiogramma per almeno venti minuti. La qualità, degli organi e dei tessuti, viene valutata prima di procedere al prelievo, che può riguardare tutti gli organi che risultano prelevabili (vige il divieto per cervello e testicoli). Pochi mesi fa il fegato estratto da una donna di 93 anni di Roma è stato trapiantato in una ragazza milanese di 25 anni: segno che se la funzionalità dell’organo è integra, non esistono limiti di età assoluti. In presenza di malattie infettive trasmissibili, l’idoneità dell’organo al trapianto è valutata dai medici.


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LISTE DI ATTESA

Al 31 dicembre scorso i pazienti in lista di attesa lungo la Penisola erano 8758, la maggior parte dei quali per un rene (6538). Sono 1042 i pazienti iscritti in lista per il fegato, 719 per il cuore e 368 per il polmone. «Dati stabili - fanno sapere dal Centro Nazionale Trapianti - dovuti a un maggiore equilibrio, rispetto al passato, tra i flussi di entrata e di uscita». Per vederli diminuire, sono diverse le procedure in fase di valutazione: dalla donazione da vivente all’aumento del prelievo di organi, quando possibile, dalle persone per cui è stata certificata la morte cardiaca.




Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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