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Vaccino antinfluenzale: allarmismo ingiustificato

pubblicato il 26-11-2012

Nonostante il Ministero della Salute abbia rimosso lo stop cautelare le richieste di vaccinazioni sono diminuite del 50%. E’ una decisione insensata soprattutto per le categorie a rischio

Vaccino antinfluenzale: allarmismo ingiustificato

Nonostante il Ministero della Salute abbia rimosso lo stop cautelare le richieste di vaccinazioni sono diminuite del 50%. E’ una decisione insensata soprattutto per le categorie a rischio

Vaccinarsi o rischiare? Gli italiani sembrano ancora titubanti e il fronte di chi decide di affrontare la sorte sembra avanzare inesorabilmente. A confermarlo sono più dati provenienti da diverse statistiche sul mondo dei vaccini: secondo un’indagine della Fofi, la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, le richieste del vaccino anti-influenzale sono calate del 50% rispetto allo scorso anno. Invece secondo una ricerca ISPO per Centre for Science, Society and Citizenship (CSSC), dopo il ritiro dal mercato di un lotto anomalo del vaccino anti-influenzale di Novartis, aumenta la percentuale delle persone che pur credendo nella sua efficacia cominciano a porsi dei seri dubbi.

IL FATTO- A minare la già scarsa e poco giustificata sfiducia nei confronti della vaccinazione è stata la sospensione cautelare della commercializzazione, avvenuta il 24 ottobre scorso, dei vaccini dell’azienda farmaceutica svizzera. Lo stop era stato imposto dal Ministero della Salute in seguito al fallimento di alcuni test di sicurezza. A distanza di pochi giorni però il divieto è stato rimosso per ordine dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. Come si legge nel comunicato “i lotti sospesi non sono mai stati distribuiti e quindi non sono mai stati presenti sul mercato. Ulteriori controlli hanno confermato l'assenza di difetti di qualità sui lotti commercializzati”.

I RISULTATI- Ma è bastata questa sospensione cautelare a generare una spirale di sfiducia. Secondo l’indagine ISPO il 14% degli italiani dichiara: “Sono sempre stato favorevole ai vaccini antiinfluenzali, ma dopo questo episodio inizio ad avere qualche dubbio sulla loro effettiva sicurezza e utilità”. Non solo, il 5% dice “Dopo aver appreso la notizia della sospensione ho deciso di non vaccinarmi più”. Queste percentuali vanno a sommarsi a quel 18% di persone che ritengono i vaccini troppo rischiosi.

EFFICACIA- Eppure il vaccino rimane una forma sicura ed efficace di prevenzione dall’influenza. Il suo utilizzo garantisce nel 70-80% dei casi di non contrarre il virus. Non solo, il vaccino non è virulento e quindi non provoca l’influenza. Le indicazioni sono sempre le solite: la vaccinazione è raccomandata specialmente agli anziani a partire dai 65 anni di età, ai bambini sopra i 6 mesi e in generale a chi non gode di uno stato di salute ottimale come gli individui affetti da malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio. Altra categoria che dovrebbe sottoporsi è quella delle donne incinte nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.

Daniele Banfi

@danielebanfi83


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