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Cardiologia

Italiani bravi donatori d'organo, ma non bastano

pubblicato il 25-02-2013
aggiornato il 14-01-2017

Il nostro paese è terzo in Europa per numero di donatori, ma ci sono quasi 9.000 persone in attesa di un organo. Funziona la raccolta delle dichiarazioni di volontà negli uffici anagrafe dei comuni. Ecco come esprimere la propria volontà

Italiani bravi donatori d'organo, ma non bastano

Il nostro paese è terzo in Europa per numero di donatori, ma ci sono quasi 9.000 persone in attesa di un organo. Funziona la raccolta delle dichiarazioni di volontà negli uffici anagrafe dei comuni. Ecco come esprimere la propria volontà

L’Italia si conferma un Paese sensibile al tema della donazione di organi. E’ infatti al terzo posto per numero di donatori e ha una quota molto bassa di opposizioni all’espianto. Intanto, dimostrano di funzionare i progetti per facilitare la dichiarazione di volontà per la donazione di organi e tessuti.

I NUMERI IN ITALIA - Sono 21,8 per milione i donatori d’organo in Italia. Più alte le cifre solo in Spagna (35,3) e in Francia (25), mentre Gran Bretagna (17) e Germania (14,7) vengono dopo. Inoltre sono relativamente pochi gli italiani che dicono no all’espianto di organi quando applicabile (il 29,3% contro il 18% della Spagna e più del 30% di Regno Unito e Germania).  Questi i dati aggiornati al novembre 2012 presentati in occasione di un incontro fra Ispettorato generale della Sanità militare (Igesan), Centro nazionale trapianti (Cnt) e Associazione italiana per la donazione d'organi (Aido), in cui si è riflettuto sulla realtà dei trapianti nel nostro Paese, sottolineando il contributo delle Forze Armate per la sensibilizzazione sul tema, sforzo che ha portato ad avere  oltre 3.000 adesioni tra il personale militare dal 2009, inizio della campagna Difendi la Patria. Dai valore alla Vita.

MIGLIAIA DI PERSONE IN ATTESA - Nei primi 11 mesi del 2012 in Italia sono stati effettuati in totale poco meno di 2.921 trapianti: di rene in oltre la metà dei casi, 992 di fegato, 238 di cuore, 115 di polmone, 14 di pancreas, 56 combinati rene-pancreas e 3 con altre combinazioni. I donatori sono stati 1.331 a fronte di 8.887 pazienti in lista d’attesa (i dati aggiornati sono visibili sul sito del Centro Nazionale Trapianti, Cnt). Particolarmente critica è la situazione per i trapianti di rene, ha denunciato nei giorni scorsi Giuseppe Remuzzi, primario di Nefrologia e Dialisi e direttore del Dipartimento di Immunologia e Clinica dei Trapianti degli Spedali Riuniti di Bergamo: «Basti pensare che nel 2010 il Cnt indicava 6.808 pazienti in lista d'attesa, 1.651 sottoposti a trapianto, e 102 pazienti deceduti nel 2009 in attesa di ricevere un trapianto di rene».

ALL’UFFICIO ANAGRAFE - Diverse sono le iniziative messe in atto per migliorare questi numeri e per facilitare l’acquisizione delle informazioni necessarie nei delicatissimi momenti in cui si decide un espianto. Una novità prevista dal decreto Milleproroghe del febbraio 2010 è la possibilità di raccogliere la dichiarazione di volontà sulla donazione quando il cittadino si reca all’ufficio anagrafe per rinnovare la carta d’identità. Questa modalità è già stata adottata dai comuni di Cesena, Perugia e Terni. Visti i risultati raggiunti i questi ultime due città (4.167 dichiarazioni raccolte dal marzo 2012, di cui 3.976 consensi e 191 opposizioni), la Regione Umbria ha ora esteso l’iniziativa a tutti i comuni del territorio.

COME DIRE SI’ O NO ALLA DONAZIONE - La dichiarazione all’ufficio anagrafe si aggiunge alle altre modalità per esprimere la propria volontà, assenso o diniego alla donazione di organi. Si può compilare un modulo apposito da consegnare all’Asl o al medico di famiglia, oppure un atto olografo dell’Associazione Italiana Donatori di Organi (Aido), entrambi documenti che confluiscono direttamente nel database del Sistema Informativo Trapianti, consultabile dai medici 24 ore su 24. In alternativa si può tenere con sé una dichiarazione scritta, con nome, cognome, data di nascita, data e firma, o il tesserino blu predisposto dal ministero o da associazioni di settore.

Donatella Barus


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