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Cardiologia

Lo sport fa bene al cuore, a 40 come a 30 anni

pubblicato il 03-06-2014
aggiornato il 02-02-2017

Uno studio francese, piccolo ma significativo, mostra che andare in bici e camminare migliora la salute cardiovascolare, anche in chi non era sportivo da giovane

Lo sport fa bene al cuore, a 40 come a 30 anni

Per il cuore il numero di candeline conta poco. Giovani o attempati fa lo stesso, purchè ci si muova. E’ la conclusione di una ricerca presentata al congresso EuroPRevent di Amsterdam e condotto dall’unità Inserm 1099 dell’Università di Rennes (Francia).

 

BENEFICI ANCHE PER I "RITARDATARI"

Confrontando le prestazioni di 40 uomini sani fra i 55 e i 70 anni, i ricercatori non hanno rilevato particolari vantaggi in chi aveva iniziato a praticare attività fisica (corsa, bicicletta) prima dei 30 anni rispetto a chi si era messo le scarpe da ginnastica passati i 40. Almeno per quanto riguarda il beneficio cardiovascolare misurato con un’ecocardiografia. Differenze più evidenti, invece, sono emerse dal confronto con i sedentari, che presentavano una frequenza cardiaca a riposo molto più elevata, pareti dei vasi sanguigni più sottili, atri e ventricolo sinistro più piccoli, ridotto rasso di assorbimento di ossigeno (quest’ultimo parametro ritenuto di particolare interesse dagli autori perchè indice di del buono stato del cuore).

«Anche a 40 anni - ha dichiarato David Matelot, uno degli autori dello studio – il cuore sembra suscettibile agli effetti dell’allenamento di resistenza. Cominciare a 40 anni non pare compromettere i benefici cardiaci». Il che non è affatto un invito a trascorrere la gioventù seduti in poltrona, ammonisce Matelot: «L’allenamento fa bene anche alla densità ossea, alla massa muscolare, riduce lo stress ossidativo e prima si comincia, maggiori sono questi benefici. E non c’è bisogno di diventare degli atleti, per vedere un miglioramento basta fare le scale a piedi o lavorare in giardino».

@donatellabarus

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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