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Ginecologia

Gravidanza: le donne italiane non mangiano come dovrebbero

pubblicato il 09-10-2019

Le donne troppo spesso non tengono conto del loro fabbisogno dietetico in gravidanza. Insufficiente l'apporto di frutta, verdura e pesce

Gravidanza: le donne italiane non mangiano come dovrebbero

Le donne italiane in gravidanza non mangiano come dovrebbero. Può essere riassunto così l'esito di un'indagine condotta dal Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione (Crea), mirata a valutare la qualità della dieta delle future mamme. La situazione è migliorata rispetto al passato, quando si pensava che durante la gestazione la donna dovesse mangiare «per due». Ma i passi in avanti compiuti non hanno permesso di raggiungere quello che dovrebbe essere lo standard. «La buona alimentazione in questa fase della vita è fondamentale per l’esito della gravidanza e per le basi della salute del bambino e dell’adulto», dichiara Stefania Ruggeri, ricercatrice del Crea e coordinatrice dell'indagine. 

COSA MANGIARE IN GRAVIDANZA? 

COME MANGIANO LE DONNE ITALIANE?

In una fase così delicata della vita, molte donne non sanno ancora quale sarebbe la dieta più corretta da seguire. Lo si evince dalle risposte fornite da  557 donne in dolce attesa, «interrogate» con una serie di domande relative alle loro abitudini alimentari, agli stili di vita seguiti e all'utilizzo di integratori. Da qui è emerso che oltre 8 gestanti su 10 non consumano le porzioni giornaliere raccomandate di frutta e verdura (5) e quelle settimanali di pesce (2-3). C'è confusione anche attorno al fabbisogno di integratori. In situazioni fisiologiche, l'unico necessario per tutte è l'acido folico: nel periodo preconcezionale e fino al terzo mese. Può diventarlo eventualmente l'acido docosaesanoico, se la donna segue una dieta vegetariana o fuma. Carente la consapevolezza dei possibili danni determinati dal consumo di alcol (sindrome feto-alcolica), che durante la gestazione può determinare conseguenze irreversibili anche a basse concentrazioni. «Ci ha sorpreso rilevare una tale distanza tra le informazioni riportate nelle linee guida e le abitudini delle donne - afferma Ruggeri -. Vuol dire che probabilmente la comunicazione su questi temi con i ginecologi è ancora carente». 


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COME VARIANO I FABBISOGNI CON LA GRAVIDANZA?

«Il peso dovrebbe essere nella norma, all'inizio della gravidanza», specifica l'esperta, che assieme a diversi colleghi dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma ha curato i contenuti del sito www.mammainforma.it: un portale per le donne che attraversano questa fase della vita. «Il sovrappeso e l'obesità possono rappresentare un fattore di rischio per diverse condizioni in grado di mettere a rischio la salute della futura mamma e del nascituro. Perciò, soprattutto nel caso in cui si programmi una gravidanza, sarebbe opportuno tenere conto di questo aspetto». Considerata la necessità di aumentare l'apporto energetico, in che modo una donna in dolce attesa dovrebbe modificare le proprie abitudini a tavola? Lo schema ideale, anche in questo caso, è rappresentato dalla dieta mediterranea. Il fabbisogno - secondo le indicazioni dei Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana (Larn) - cresce di 69 chilocalorie al giorno per il primo trimestre, di 266 per il secondo e di 496 chilocalorie per il terzo trimestre. Quanto ai nutrienti, «è maggiore il fabbisogno di proteine, mentre è quasi invariato quello dei carboidrati e dei grassi», si legge nelle raccomandazioni delle società scientifiche Sigo, Aogoi, Agui. «L'aumento dell'apporto energetico deve essere calcolato anche in base all’attività fisica svolta». Non esistono - per la cronaca - indicazioni specifiche per le gestanti sottopeso, sovrappeso o obese.

INTEGRATORI: DI COSA C'E' BISOGNO?

L'indagine ha svelato come molta confusione regni attorno all'utilizzo degli integratori. «Soltanto 6 donne su 10 li assumono con consapevolezza, le altre mettono semplicemente in atto le indicazioni dei ginecologi: senza farsi troppe domande sulle ragioni e sui possibili benefici», prosegue Ruggeri. Nell'epoca in cui si «spinge» molto sull'importanza della vitamina C e dei cosiddetti ricostituenti, è opportuno ribadire ciò di cui una donna in buona salute necessita durante la gravidanza. Detto dell'acido folico, in questa fase il fabbisogno di acido docosaesanoico (cruciale per lo sviluppo cerebrale) cresce, ma «con una dieta equlibrata, la donna non ha bisogno di ricorrere agli integratori», specificano i ginecologi italiani. Idem dicasi per il ferro, necessario in quantità quasi doppie durante la gravidanza (per prevenire l'anemia). Ma una dieta con i giusti apporti di carne, pesce, legumi e verdure a foglie verdi (indicazioni che dunque non valgono per le donne vegane e vegetariane) può essere sufficiente a garantire un apporto adeguato tanto alla donna quanto al feto. Anche per altri micronutrienti (iodio, calcio, sodio e potassio, zinco e selenio, vitamine del gruppo B e D) un'alimentazione che preveda un consumo superiore (secondo le indicazioni di uno specialista) degli alimenti che li contengono permette di evitare il ricorso alle «pillole». 

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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