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Cerco di svelare il punto debole del tumore al seno

pubblicato il 04-01-2016
aggiornato il 14-11-2017

Alessandra di Gennaro lavora per comprendere la biologia di una delle neoplasie più aggressive (triplo negativo) e si impegna anche nella divulgazione scientifica

Cerco di svelare il punto debole del tumore al seno

Da Napoli ad Aviano. Non solo per amor di ricerca. Così Alessandra di Gennaro, la moglie di un ufficiale dell’esercito, ha fatto combaciare la sua vita privata con la sua passione per la ricerca, arrivando al Centro di riferimento oncologico (CRO) di Aviano, in provincia di Pordenone. «Ho conseguito la laurea in biologia all’Università Federico II di Napoli e poi ho proseguito il mio corso di studi con il dottorato di ricerca. Dal 2010 sono borsista al Centro di Riferimento oncologico di Aviano e per un anno e mezzo ho lavorato in Olanda per un progetto in collaborazione tra il Cro e l’Università di Leiden». La trentaduenne napoletana spiega il suo attuale lavoro: «Il mio progetto riguarda un tipo di cancro al seno molto aggressivo e che colpisce soprattutto le giovani donne detto “triplo-negativo”

 

UN NEMICO AGGUERRITO

Il tumore al seno “triplo negativo” è così chiamato perché le cellule maligne non possiedono sulla loro superficie (cioè sono negative) né i recettori ormonali per estrogeni e progesterone né alti livelli della proteina Her2, contro i quali oggi esistono farmaci mirati efficaci. Per questi motivi, il tumore al seno è più difficile da curare; inoltre, tende a essere più aggressivo e a formare metastasi più facilmente. Recenti evidenze indicano che alterazioni nell’espressione dei microRNA, corti frammenti di RNA che regolano i geni nelle cellule, possono influenzare in modo importante il comportamento aggressivo dei tumori.

«Ho già dimostrato che l’espressione del miRNA chiamato miR-30 è ridotta nei tumori al seno e che questa riduzione contribuisce alla malignità delle cellule. Col sostegno della Fondazione Veronesi sto cercando di capire che cosa regola questo miRNA». Un altro fattore che provoca aumento dell’aggressività tumorale sono le mutazioni della proteina p53. Continua la dottoressa di Gennaro: «Attualmente sto studiando se la proteina p53, frequentemente mutata nei tumori tripli-negativi, possa favorire il comportamento maligno dei tumori mammari modificando l’espressione di miR-30.

La chiarificazione dei meccanismi attraverso i quali miR-30 e p53 contribuiscono all’aggressività tumorale è di grande importanza per migliorare i criteri di diagnosi e per arrivare ad avere una diagnosi precoce. Inoltre permetterebbe di valutare subito il rischio di ricaduta delle pazienti, per pervenire a una sempre maggior personalizzazione dell’approccio terapeutico».

 

LA SCIENZA PER TUTTI

Alessandra parla anche di un’altra passione che è quella della divulgazione scientifica «perché è importante imparare a comunicare nel modo giusto per colmare il divario esistente tra la ricerca e le persone “non addette ai lavori”». Alessandra è una delle ricercatrici che ha ideato, organizzato e realizzato la mostra-laboratorio DNA AND…organizzata lo scorso novembre dal gruppo Giovani Ricercatori del Cro di Aviano.

 
@ChiaraSegre

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Chiara Segré
Chiara Segré

Chiara Segré è biologa e dottore di ricerca in oncologia molecolare, con un master in giornalismo e comunicazione della scienza. Ha lavorato otto anni nella ricerca sul cancro e dal 2010 si occupa di divulgazione scientifica. Attualmente è Responsabile della Supervisione Scientifica della Fondazione Umberto Veronesi, oltre che scrittrice di libri per bambini e ragazzi.


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