L'esperto risponde

Tumore al seno: gestire gli effetti collaterali delle cure ormonali

pubblicato il 19-07-2019

Un oncologo e una nutrizionista rispondono alle preoccupazioni di una donna in terapia «antiestrogenica». I consigli per modificare la dieta. Il ruolo dell'attività fisica

Tumore al seno: gestire gli effetti collaterali delle cure ormonali

Tre anni fa ho avuto un tumore al seno e, da allora, assumo il Tamoxifene (20 mg al giorno). Questo farmaco mi fa ingrassare, nonostante la mia dieta praticamente priva di carboidrati e un'attività fisica costante. Il mio tumore era in fase molto precoce (meno di 5 millimetri). Devo necessariamente portare avanti questa terapia, che mi fa avvertire sempre stanchezza e dolori articolari? Non esiste alcuna alternativa?
Grazie, Luna M. 


Rispondono Michelino De Laurentiis (direttore del dipartimento di senologia e oncologia toraco-polmonare dell'Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli) e Livia Augustin (nutrizionista clinica, Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli)

 

Il tamoxifene è un farmaco utile, che dimezza il rischio di recidive del tumore al seno. In tanti anni di impiego, ha salvato milioni di persone. Per questo motivo non va demonizzato. Oggi, pur essendoci terapie ormonali più moderne, rimane fondamentale: soprattutto nei casi a basso rischio, in virtù di una tollerabilità soggettiva generalmente migliore rispetto alle alternative. Detto ciò, il tamoxifene può avere degli effetti collaterali che, in alcuni casi, hanno un impatto negativo sulla qualità di vita. Questi possono essere gestiti provando altre terapie. Ma considerando i disturbi che lamenta, è improbabile che il ricorso a un inibitore dell’aromatasi (la principale alternativa farmacologica) possa produrre benefici. Anzi: i dolori osteoarticolari e l'aumento di peso sono di solito più accentuati con questi farmaci.


Tuttavia, su base soggettiva, un tentativo può essere lecito. Un’altra possibilità è quella di praticare una riduzione della terapia. Vari studi suggeriscono che un dosaggio inferiore del tamoxifene produce la stessa inibizione di crescita delle cellule tumorali e previene allo stesso modo (delle dosi standard) le recidive dei tumori in situ. Occorrono, però, maggiori informazioni per capire quale di queste strategie possa essere adatta a lei. L'indicazione deve sempre partire da uno specialista esperto, che sarà in grado di esplorare le eventuali soluzioni alternative più efficaci in relazione al singolo caso. Ivi inclusa, eventualmente, l’interruzione del trattamento.

Il tamoxifene, come altri medicinali che contrastano gli estrogeni, determina una riduzione del metabolismo basale. Ovvero: il corpo a riposo consuma meno calorie. Da qui l'aumento di peso che descrive. Partiamo da un consiglio generale, allora: iniziare ogni pasto con una porzione di verdura cruda o cotta (non fritta) è un’ottima idea per ridurre le calorie totali del pasto. «Tagliare» i carboidrati non vuol dire ridurre l'apporto di calorie, se gli alimenti che ne sono ricchi vengono sostituiti con altri abbondanti in grassi. Inoltre, diminuendo drasticamente il consumo di carboidrati, rischia di essere inadeguato l'apporto di fibra alimentare (si trova soprattutto nei cereali, nei legumi, nella frutta e nella verdura) che ci protegge dalle malattie croniche e dal sovrappeso (per il suo potere saziante). Motivo per cui i cereali raffinati (privi di fibra) andrebbero rimpiazzati da quelli integrali. Si possono aggiungere avena e orzo, mentre va limitato il consumo di patate, frullati e succhi di frutta (meglio prediligere la frutta intera). Quanto alla pizza, si può optare per un impasto integrale e un condimento a base di verdure e privo di formaggio. 


Inoltre, è importante anche limitare gli alimenti proteici che contengono molti grassi: come i formaggi e la carne di maiale. Meglio prediligere le carni bianche e il pesce. Sempre riguardo ai grassi, è importante evitare alimenti abbondanti in quelli saturi: come per esempio la pasticceria per la prima colazione, molti prodotti industriali e le fritture. Condimenti: al burro, meglio preferire l'olio extravergine d'oliva. Nelle dosi raccomandate (25-30 grammi al giorno), ok al consumo di frutta secca a guscio, dotata di un elevato potere saziante e contenente una buona dose di fibre. Inoltre le calorie provenienti da mandorle, noci e nocciole non vengono completamente assimilate dal corpo. 


Una nota, infine, sul mantenimento della massa muscolare è d'obbligo, poiché è questa che consuma più calorie, anche a riposo. È importante, quindi, praticare un'attività fisica che aumenti o quanto meno mantenga costante il tono muscolare. Assolutamente da evitare la carenza di vitamina D, che può portare a un indebolimento della struttura ossea e muscolare, nonché a un aumento dei dolori articolari.

 


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