I benefici dell'attività fisica sul tumore durante (e dopo) la chemioterapia
Nuove conferme dai pazienti trattati per tumori al seno e al colon-retto. Benefici registrati fino a quattro anni dopo la fine delle terapie
Si va a caccia sempre della dieta ideale da seguire, anche dopo aver avuto un tumore al seno. Ma c'è un'altra componente che mette d'accordo tutte le donne colpite dalla neoplasia più ricorrente: è l'attività fisica, oggi consigliata anche nel corso della chemioterapia, compatibilmente a quelle che sono le condizioni fisiche della paziente. «Mentre sulle diete i dati sono più approssimativi e comunque in evoluzione, quanto ai benefici della pratica sportiva le conclusioni sono ormai univoche», afferma Michelino De Laurentiis, direttore della divisione di oncologia medica senologica dell'Istituto Nazionale dei Tumori Fondazione Pascale di Napoli. «L'attività fisica praticata a partire dalla fase in cui ci si sottopone alla chemioterapia riduce il rischio di recidiva e di mortalità, con un'efficacia paragonabile a quella legata all'azione dei farmaci».
Dell'esito della pratica sportiva sulle donne operate di tumore al seno s'è tornato a parlare nel corso del congresso organizzato dalla società americana di oncologia clinica (Asco) e dedicato alle problematiche che sono chiamati ad affrontare i sopravvissuti al cancro, appena conclusosi a Orlando. Nell'occasione, un gruppo di ricercatori olandesi ha presentato i dati di una ricerca che ha valutato gli effetti dell'attività fisica su un gruppo di 237 pazienti già operati per rimuovere un tumore al seno o al colon-retto: tutti diagnosticati con una malattia in uno stadio compreso tra l'1 e il 3 (esclusi i tumori già con metastasi a distanza). I risultati sono stati chiari. I pazienti che, parallelamente al trattamento adiuvante, avevano seguito un programma di esercizi della durata di diciotto settimane, quattro anni dopo accusavano minori sintomi legati alle terapie (stanchezza e stress) e continuavano a praticare attività fisica a livello moderato o sostenuto anche a distanza di tempo dalla fine delle terapie (fino a 90 minuti al giorno). Per la prima volta - indipendentemente da caratteristiche quali l'età della paziente, lo stadio della malattia e l'indice di massa corporea - si è così potuto dimostrare come fare attività fisica durante un trattamento chemioterapico, oltre a favorire i benefici nell’immediato, permette di mantenere alti livelli di attività fisica anche negli anni successivi al trattamento.
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